Thailandia, salvo anche l’ottavo ragazzo

I primi otto ragazzi su dodici sono stati salvati dai sub. Sono fuori dalla grotta di Tham Luang Nang, in Thailandia. Già trasferiti in ospedale. È quanto hanno confermato i Navy Seals thailandesi. L’operazione di soccorso è ripresa stamattina all’alba. Dopo il salvataggio dei primi quattro giovani calciatori su dodici, in età compresa tra gli undici e i sedici anni. L’intero gruppo, incluso l’allenatore venticinquenne, dovrebbe essere tratto in salvo entro oggi. La zona è colpita da un nubifragio. L’acqua dentro le grotte sta risalendo pericolosamente. E l’ossigeno diminuisce sempre più. Al momento, le autorità thailandesi hanno deciso di non diffondere l’identità dei ragazzi salvati. Comincia a circolare un moderato ottimismo. “Speriamo di darvi buone notizie in poche ore”, ha detto Narongsak Osottanakorn, il coordinatore dei soccorritori.

I ragazzi non hanno ancora potuto incontrare i familiari, per evitare il rischio di infezioni. Le famiglie hanno visto i propri figli solo attraverso un vetro d’ospedale. Nelle operazioni di soccorso sono impegnati tredici sommozzatori specializzati stranieri e cinque thailandesi. Il compito dei subacquei è quello di trasportare i ragazzi dalla grotta fuori dove hanno trovato riparo, attraversando cunicoli contorti, bui e inondati da acqua e fango. È fondamentale risistemare lungo il percorso le bombole di ossigeno già esaurite. A questo proposito, la scomparsa del primo sub thailandese, Samal Gunan, rappresenta un monito. L’operazione è altamente rischiosa. Ora, la ripresa della pioggia comporta la massima rapidità. Nel frattempo, i compagni di scuola e il preside dei ragazzi lanciano un messaggio di speranza: “Siamo pronti ad accoglierli e li faremo tornare alla normalità”.