Elezioni in Iraq: il trionfo di Muqtada al Sadr

Muqtada al Sadr ha vinto, in maniera inaspettata, le elezioni parlamentari in Iraq. Il vincitore è un noto uomo religioso sciita. Nel voto di sabato si è trovato a capo di una  coalizione composita di musulmani sciiti, comunisti laici e attivisti anti-corruzione. Finora sono stati diffusi dei dati parziali. Ma emerge chiaramente l’esito delle elezioni. Le quarte dall’intervento statunitense del 2003, che determinato la caduta di Saddam Hussein. Il 44enne Muqtada al Sadr fa parte di una famiglia sciita influente in Iraq. È imparentato con il grande ayatollah Mohammed Baqir al Sadr, ucciso dal regime di Saddam nel 1980. Il padre di al Sadr e due suoi fratelli sono stati assassinati nel 1999 nella città irachena di Najaf. Nel 2003, dopo l’invasione americana in Iraq, Muqtada al Sadr comincia a guidare la resistenza irachena contro la presenza dei soldati statunitensi nel Paese. Muqtada al Sadr si è presentato in campagna elettorale come la guida di una grande coalizione chiamata Sairoon, definita “populista” dalla stampa internazionale. È l’unica formazione politica che si è detta contraria alla presenza in Iraq sia degli americani che degli iraniani. Già. Per queste ragioni, le posizioni anti-iraniane di Muqtada al Sadr possono stupire solo in apparenza.

Muqtada al Sadr ha guidato la milizia chiamata Esercito del Mahdi, legata indissolubilmente all’Iran, che in quegli anni ha cominciato a farsi largo nella politica e nell’economia post-bellica irachena. L’Esercito del Mahdi ha ucciso migliaia di soldati americani e forze del governo iracheno e ha partecipato ad alcune delle più terribili violenze compiute contro i sunniti nel corso degli anni Duemila. Solo nel 2014 al Sadr ha riattivato la milizia, cambiandole nome: da Esercito del Mahdi a Brigate della pace. Le forze militari “rinnovate” hanno protetto la città di Samarra, a nord di Baghdad, dove si trova uno dei luoghi più sacri dell’Islam sciita. Muqtada al Sadr si è “reinventato” in occasione delle elezioni irachene. Ha parlato di lotta alla corruzione e di riduzione dell’influenza delle potenze esterne nella politica del Paese. Di fatto ha capitanato l’unica coalizione sciita dichiaratamente contraria all’Iran.

Nasr, la formazione politica del primo ministro in carica Haidar al Abadi, schierata sia con gli americani che con l’Iran, è arrivata terza, dietro alla forza più filo-iraniana delle ultime elezioni: la coalizione sciita Fatah, guidata da Hadi al Amiri, leader di una potente milizia legata all’Iran, che ha partecipato alla guerra contro lo Stato Islamico. Ora in Parlamento regna un’imprevedibile frammentazione politica.  Muqtada al Sadr non potrà diventare nuovo primo ministro dell’Iraq, poiché non si è formalmente candidato. Ma avrà, indubbiamente, un ruolo decisivo per indicare il nome del nuovo premier.