Morti e feriti all’ambasciata Usa di Gerusalemme

Alcuni media parlano di 41 morti e quasi duemila feriti. È il risultato della cerimonia di apertura dell’ambasciata americana a Gerusalemme. Il settantesimo anniversario della fondazione dello Stato d’Israele coincide con tensioni e scontri nei territori e sulla barriera difensiva tra Gaza e lo stato ebraico. In 15mila si sono avvicinati al confine. Gli Stati Uniti oggi spostano la loro ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Un fatto storico che ha causato polemiche e anche scontri fisici. La decisione americana è stata annunciata sei mesi fa. Da allora ha provocato fortissime tensioni. Scontata la condanna dei palestinesi e l’approvazione di Israele. Ma alla cerimonia di apertura dell’ambasciata non parteciperà Donald Trump. Il presidente invierà un messaggio di felicitazioni, seppure in una giornata così tragica. Sono presenti i diplomatici americani, così come la figlia del presidente, Ivanka, insieme al marito Jared Kushner.

Ivanka ha scritto su Instagram che ritorna a “Gerusalemme con grande gioia”. Si dice “onorata di fare parte della delegazione che rappresenta il presidente Trump, la sua amministrazione e il popolo americano a questa storica cerimonia”. L’ambasciata americana a Gerusalemme si trova all’interno del consolato nell’area residenziale di Arnona, blindata per l’occasione. Ma pare si stia cercando uno spazio più grande dove spostarla in maniera definitiva. Sono migliaia i palestinesi che si sono già radunati lungo il perimetro che separa Israele dalla Striscia di Gaza. Da marzo ad oggi, le proteste contro la decisione americana hanno già provocato più di quaranta vittime palestinesi, uccise dalle forze armate israeliane.