Nizza un anno dopo, il ricordo e le polemiche

Il ricordo del dolore, la commemorazione solenne, ma anche le polemiche e i veleni. Un anno dopo il terribile attentato di Nizza, 86 persone uccise da un camion-kamikaze mentre seguivano i fuochi d’artificio del 14 luglio, la Francia rivolge lo sguardo alla Promenade des Anglais e piange le vittime del più grave attentato che abbia mai insanguinato la festa nazionale. C’è spazio anche per le polemiche, quella per le foto della carneficina pubblicate oggi da Paris Match - per le quali è stato chiesto il sequestro della rivista dalle edicole, negato il serata dal giudice - e delle associazioni di familiari delle vittime, che si sentono abbandonate dal governo.

Il Comune di Nizza ha invitato tutti gli abitanti a mettere bandiere tricolori alle finestre, restituendo il senso dell’unità e della fratellanza che la violenza dell’attentato ha allontanato, provocando diffidenza e rancore. Sul lungomare, la gente è stata invitata a depositare un cartello colorato che, insieme con migliaia di altri, formerà una grande scritta, un messaggio multicolore. Solenne il pomeriggio, con l’arrivo di Emmanuel Macron direttamente da Parigi - dove il capo dello stato avrà assistito alla cerimonia militare sugli Champs-Elysees - per presenziare a una sfilata delle forze armate. Al suo fianco, i predecessori Nicolas Sarkozy e Francois Hollande, insieme con i familiari degli 86 morti e degli oltre 400 feriti.

Macron pronuncerà un discorso, seguito da un minuto di silenzio in tutta la città. In serata, concerto e illuminazione con centinaia di riflettori della Promenade des Anglais. A protestare già da giorni sono le associazioni delle vittime del terrorismo. Accusano il governo di aver fatto retromarcia rispetto agli impegni di Francois Hollande, che aveva creato la figura di un sottosegretario per l’Aiuto alle vittime. Il governo Philippe non vuole mantenerlo e vuole riorganizzare il settore, le associazioni sono insorte ritenendo che vada così in fumo il loro lavoro di anni.

Ieri polemica sulle foto di Paris Match, che ha suscitato già in mattinata la richiesta della procura di Parigi di sequestro della rivista. Si tratta di immagini molto crude, prese dai fermo immagine di video della sorveglianza, mai pubblicate prima. La procura ha parlato di “turbativa dell’ordine pubblico”, in serata il giudice ha emesso parere opposto, lasciando in edicola la rivista ma vietando ogni nuova pubblicazione di due delle foto più incriminate. La redazione di Paris Match ha difeso “con le unghie e con i denti il diritto dei cittadini, soprattutto quello delle vittime, di sapere quello che è successo esattamente durante l’attentato di Nizza”.