Washington, spari sui repubblicani: ferito Steve Scalise

Drammatica escalation dello scontro politico in America. Un uomo, alle porte di Washington, ha aperto il fuoco con un fucile semiautomatico contro alcuni membri repubblicani del Congresso che si allenavano per una partita di baseball. Tra i feriti, il numero tre del partito alla Camera, Steve Scalise, un fedelissimo di Donald Trump che ora versa in condizioni critiche. Mentre l'assalitore, colpito a morte dagli agenti, si professava un fan sfegatato di Bernie Sanders, per il quale aveva fatto il volontario durante l'ultima campagna elettorale. Scagliandosi più volte sul suo profilo Facebook contro il presidente in carica, liquidandolo come "un traditore". E descrivendo i repubblicani come "i talebani degli Stati Uniti".

Il Paese è sotto shock. I feriti alla fine sono cinque, tra cui due agenti e un assistente parlamentare. Ma poteva essere una strage se la polizia non fosse intervenuta nemmeno tre minuti dopo l'allarme lanciato con una telefonata al 911, il numero d'emergenza. "Grazie al coraggio dei poliziotti è stato evitato il massacro", ha spiegato Trump parlando in diretta tv alla nazione. Nonostante per gli investigatori sia ancora troppo presto per trarre conclusioni affrettate, appare chiara la motivazione politica che ha spinto James Hodgkinson, 66 anni, originario dell'Illinois, ad imbracciare l'arma. E lo stesso tycoon - nel giorno del suo 71esimo compleanno - ha deciso di reagire senza alzare i toni, ma lanciando un appello all'unità, così come aveva già fatto dopo una delle campagne elettorali più divisive che si ricordino nella storia americana: "Siamo più forti quando siamo uniti e dobbiamo lavorare insieme per il bene comune".

Il panico si è scatenato di prima mattina su un campo da baseball di Alexandria, in Virginia, a pochi chilometri dalla capitale federale. Una mattinata calda, afosa, ma spensierata, in cui parlamentari, assistenti e impiegati del Grand Old Party si stavano preparando per la tradizionale sfida contro la rappresentativa dei democratici, come ogni anno. All'improvviso l'inferno di fuoco, durato da cinque a dieci minuti raccontano i testimoni, con decine di colpi esplosi: da dietro la rete metallica, all'altezza di una delle panchine, Hodgkinson ha cominciato a sparare all'impazzata con un fucile semiautomatico. Poco prima sembra avesse chiesto informazioni su cosa stesse accadendo sul campo e su chi fosse presente. Uno dei primi ad essere colpiti è stato Scalise - coordinatore del gruppo repubblicano alla Camera - raggiunto dai proiettili ad un fianco. Ricoverato ed operato, le sue condizioni sono state subito definite serie ma stabili.

Nel fuggi fuggi generale sono rimaste a terra altre quattro persone, tra cui due degli agenti che hanno affrontato lo sparatore colpendolo a morte. Fin dal primo punto stampa gli investigatori di fatto hanno scartato la pista del terrorismo. Anche se Washington è rimasta blindata per ore, con il Congresso ma anche il presidente e il vice presidente che hanno annullato tutti gli eventi in programma. Tutto è diventato più chiaro quando l'uomo che ha seminato il terrore è stato identificato. E una rapida ricerca sui suoi profili social ha portato alla luce mesi e mesi di rancore politico. E il suo gesto è stato forse preparato da tempo, visto che l'uomo originario del'Illinois viveva da almeno da sei settimane nell'area. Il tradizionale match di baseball organizzato da ben 108 anni dai gruppi parlamentari in Congresso comunque si farà, nonostante tutto. Del resto è uno dei pochi eventi bipartisan che di questi tempi riuniscono insieme repubblicani e democratici. Ma il Secret Service ha consigliato al presidente Trump di non andare: "È meglio per la sua sicurezza e per quella degli altri".

Aggiornato il 15 giugno 2017 alle ore 10:38