Turchia, ennesimo attacco di Erdoğan alla libertà di stampa

Nuovo colpo alla stampa di opposizione in Turchia. Un mandato d'arresto è stato emesso per 4 tra dirigenti e reporter del quotidiano "Sozcu", tra cui l'editore Burak Akbay, per sospetti legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Lo riporta il giornale filo-governativo Sabah.

I dirigenti del giornale sarebbero accusati di aver mostrato sul sito web l'indirizzo e le immagini dell'hotel di Marmaris, dove si trovava il presidente Recep Tayyip Erdogan, poche ore prima del fallito colpo di stato. Gli altri ricercati sono la direttrice del sito Mediha Olgun, la manager per gli affari finanziari Yonca Kaleli e il reporter Gokmen Ulu. L'abitazione di quest'ultimo è già stata perquisita. I legali del giornale sostengono tuttavia di non aver ancora ricevuto alcuna notifica del mandato d'arresto. Secondo la Cnn turca, l'editore Akbay si troverebbe al momento a Londra, mentre Olgun e Ulu sarebbero già stati fermati. Nato nel 2007, Sozcu è tra i quotidiani di opposizione più diffusi in Turchia, con una tiratura di oltre 250 mila copie.

"È chiaro che stiamo vedendo un esempio di un nuovo tipo di oppressione contro i giornalisti. Non riusciamo a capire come il 19 maggio (Festa di Ataturk, della gioventù e dello sport in Turchia, ndr) sia stato scelto come giorno per agire in un'indagine che è andata avanti per 10 mesi": ha dichiarato il Consiglio della stampa turca commendando l'operazione contro il quotidiano nazionalista. E l'Associazione dei giornalisti turchi (Tgc) ha ricordato che sono almeno 159 i giornalisti detenuti in Turchia e altri 123 quelli che sono fuggiti dal Paese per non essere arrestati. "Negli ultimi 4 mesi - si legge in un rapporto di Tgc citato da "Cumhuriyet" - la Turchia ha continuato a essere il leader mondiale nel numero di giornalisti in prigione".