12 maggio 2012ESTERI
Il Pentagono ha annunciato che la Marina militare americana ha
testato con successo un nuovo missile anti-balistico destinato a
rafforzare lo scudo antimissile europeo. L'intercettore di seconda
generazione "Sm-3 Block 1B" del sistema Aegis è stato lanciato
dalla Uss Lake Erie nella zona delle Hawaii e ha distrutto un
missile bersaglio a corto raggio. L'Sm-3 Block 1B è capace di
distruggere il bersaglio mobile grazie alla sola energia cinetica
rilasciata nell'impatto.
Dopo i fallimentari test di settembre, che hanno ritardato il
programma di produzione e di distribuzione del nuovo intercettore,
e le critiche sui costi e l'efficienza del vettore, sembra che ora
si sia giunti a una svolta. Rispetto alle precedenti versioni, il
nuovo missile ha un dispositivo di ricerca a raggi infrarossi a due
colori, un nuovo motore e un timone più sensibile, che ne ampliano
notevolmente la rapidità, la portata e la precisione.
Secondo la Us Missile Defense Agency (MDA), questo è stato il
primo test della nuova arma e il primo tentativo "offshore" del
sistema Aegis BMD 4.0.1: un vero successo per il programma di
difesa americano "Ballistic Missile Defense System" che si assicura
un efficace strumento contro i vettori balistici a corto e medio
raggio. Finora sono stati condotti con successo 22 test (su 27
effettuati) e sono previsti ulteriori esperimenti per aumentare la
gamma degli scenari e le relative complessità operative, comprese
le minacce derivate da missili a lungo raggio.
Il successo del test rappresenta un successo politico anche per
l'amministrazione Obama: la sua politica di "adattamento graduale"
risponderebbe, per ora, alle attuali sfide della sicurezza globale;
garantendo la difesa missilistica dell'Europa nel prossimo
decennio. I primi missili dovrebbero essere consegnati a partire
dal gennaio 2013 a quattro cacciatorpediniere (dotati di sistema
Aegis) dislocati nella base di Rota, in Spagna. Nel 2015 verranno
rifornite le basi missilistiche terrestri in Romania al fine di
garantire la copertura dei missili balistici per il Sud Europa; e
nel 2018 in Polonia per offrire una copertura sul Nord Europa.
Il progresso nella sicurezza europea ottenuto da Obama potrebbe
comportare un decisivo fallimento diplomatico con gli storici
rivali. I media russi hanno commentato il test con preoccupazione:
l'opinione pubblica teme fortemente che i sistemi di difesa
occidentali minaccino la sicurezza della Russia. Da diversi anni,
l'amministrazione Obama tratta con il Cremlino per poter realizzare
lo scudo missilistico ed evitare una nuova corsa alle armi con
Mosca; ma quegli aspri toni, tipici della Guerra Fredda, non
sembrano portare a una soluzione nell'immediato: da una parte, la
Russia chiede garanzie formalmente vincolanti e pretende
trasparenza; dall'altra starebbe progettando delle contromisure da
dislocare a Kaliningrad.
Secondo alcuni analisti, questo successo strategico potrebbe
risultare insufficiente per il futuro: considerando la sempre
maggiore sofisticazione delle minacce provenienti da Iran e Corea
del Nord (grazie all'aiuto della Cina), gli Usa dovrebbero
ulteriormente aumentare le loro - già troppo onerose - spese
militari.