Page 2 - Opinione del 15-9-2012

II
POLITICA
II
Quella (non sottile) linea rossa tra shar’ia e libertà
di
DIMITRI BUFFA
a un’opera cinematografica
blasfema può essere valuta-
ta dalla legge peggio di un omici-
dio? Da due giorni assistiamo a
una grottesca
comedy of errors”
su questa terribile vicenda dell’as-
salto, chiaramente premeditato in
occasione dell’11 settembre (che
se ce lo siamo dimenticati noi e gli
americani, loro che lo hanno fatto
invece se lo ricordano benissimo,
ndr), alle ambasciate americane in
Africa e Medio Oriente. Iniziata
con il massacro dell’ambasciatore
americano in Libia e di tre uomini
dello staff diplomatico. Protago-
nisti da una parte i vari presidenti
dei nuovi governi islamisti della
fratellanza mussulmana del Ma-
ghreb, come quel Morsi, l’egiziano
che viene a mendicare soldi in Eu-
ropa e che però ci racconta che
Maometto è la linea rossa da
non superare”, e dall’altra i mem-
bri dell’amministrazione di Barack
Hussein Obama alla Casa Bianca,
dallo stesso presidente in carica
alla Clinton. Che ancora prima di
attaccare almeno a parole i pro-
tagonisti di queste sedizioni orga-
nizzate di hooligan dell’islam, op-
portunamente usati dai rispettivi
governi in chiave geopolitica, si
sono affrettati a chiedere scusa per
conto di privati e sconosciuti cit-
tadini americani che in quel di
Hollywood, per motivi ascrivibili
ai propri interessi privati legittimi,
hanno deciso di finanziare e gi-
rare un film forse blasfemo su
Maometto.
Un vero e proprio capovolgi-
mento della logica ancora prima
che dei valori da tutelare, cioè la
vita e la libertà di espressione. A
questo capovolgimento però par-
tecipano da protagonisti, nel ruolo
di potenziali vittime proprio co-
loro che , come si dice a Roma,
hanno armato ‘sto casino”. Cioè
Obama e la Clinton. I quali dopo
avere fomentato le rivolte arabe
M
nel segno di una primavera laica,
hanno poi preferito la scorciatoia
di dirottarle in un inverno carat-
terizzato da tutti quei movimenti
dell’islam geopolitico finanziati
dal wahabismo saudita. Con una
visione ancora più cinica di quella
tenuta dall’amministrazione di
Bush junior allorchè all’indomani
dell’11 settembre permise ad al-
cuni membri dell’establishment di
Riyad di squagliarsela alla cheti-
chella dagli Usa proprio quando
i sospetti di avere finanziato Bin
Laden e gli attentati alle Twin to-
wers portavano dritti su di loro.
Così nel mondo rovesciato in
cui, secondo l’ultimo saggio di
Robert Kaplan, “la geografia si
prende la propria rivincita” su sto-
ria e filosofia messe insieme, come
a dire che ciò che la natura ha
creato in un modo rimane immu-
tabile, teste vuote dei fanatici isla-
mici comprese, questa religione
percepita in maniera così aggres-
siva, l’islam, è persino più perico-
losa di quella messa in scena in
questo teatrino afro medio orien-
tale da chi manovra i fanatici.
Una prova ulteriore? La men-
zogna prontamente ripresa da tut-
ti i media, senza neanche degnarsi
di verificare la notizia, secondo
cui il film era stato diretto da un
ebreo israelianoe finanziato da ric-
chi cittadini ebrei statunitensi. Ne-
anche Goebbels avrebbe potuto
fare meglio degli islamonazisti di
questa disinformazione che trova-
no sponde nel grottesco
poltically
correct
pressoché di tutti i media
mondiali. In compenso, se uno si
legge i blog dei giovani rivoluzio-
nari arabi delle prime ore soprat-
tutto, tunisini o egiziani, trova
commenti molto più consapevoli:
i giovani si sentono truffati da chi
usa la loro stessa religione come
arma contundente contro gli inte-
ressi occidentali.
Con il pretesto ieri di vignette
su un giornale danese dalla scarsa
diffusione e oggi di un trailer di
tredici minuti e 51 secondi per un
film che nella sua interezza sarà
stato visto forse da cento persone
in una piccola cittadina della Ca-
lifornia. Dal sentirsi truffati da chi
strumentalizza la fede a sentirsi
presi in giro dalla stessa religione
il passo è breve. E forse noi occi-
dentali dovremmo aiutarli a questi
giovani arabi consapevoli dei blog.
Altro che chiedere scusa per conto
terzi come ha fatto Hillary Clin-
ton, che sa benissimo che la sua
carriera politica in America finirà
qui, sia che Obama venga rieletto
sia, a maggior ragione, che vinca
Mitt Romney. Se vogliamo aiutare
i giovani più intelligenti delle ex
rivoluzioni arabe, dovremmo in-
segnare loro che la fede è una cosa
seria solo per chi ci crede. Gli altri
possono anche raccontarci barzel-
lette o fare vignette film blasfemi.
La vera, e non tanto sottile, «linea
rossa» da non oltrepassare è quel-
la dell’omicidio per futili scopi di
fanatismo religioso, altro che la
raffigurazione più o meno prosai-
ca o rispettosa di questo o di quel
Profeta.
Tutti hanno il paradossale di-
ritto di fare satira su Maometto,
Gesù, Budda, Krishna o Zoroastro
senza che nessuno dei rispettivi se-
guaci si senta autorizzato a ucci-
derlo impunemente . D’altronde
se i cattolici avessero dovuto rea-
gire al film dei Monty Python,
Brian of Nazareth
,
che già venti-
cinque anni orsono prendeva in
giro tutti gli episodi della vita di
Gesù, come i musulani hanno rea-
gito a
Innocence of islam
,
noi oggi
vivremmo in un’atmosfera di pe-
renne guerra di religione contro
gli anglicani di Sua Maestà Elisa-
betta seconda d’Inghilterra.
Il giorno che tutti gli arabi o
buona parte di essi capiranno che
con questa suscettibilità religiosa,
tanto più sospetta in quanto in-
culcata da imam pazzoidi alla Qa-
radawy (spesso svillaneggiati an-
che in talk show trasmessi da
al
Jazeera
dalla grande pensatrice e
psicologa araba Wafa Sultan, che
però usa l’accorgimento di vivere
in America, in indimenticabili mo-
menti immortalati su
youtube
),
i
primi a venire fregati sono stati
loro e le loro speranze di libertà,
allora saremo a cavallo. Certo pe-
rò che il buon esempio dovremmo
darlo proprio noi, tutti potenziali
vittime di questo islam del fana-
tismo e di queste masse di hooli-
gan della fede strumentalizzate per
motivi principalmente economici.
Se invece la reazione è quella avu-
ta dalla Clinton, che si scusa per
conto dei carneadi autori del trai-
ler, stiamo veramente freschi.
Il vero confine
da non oltrepassare
è quello dell’omicidio
per scopi di fanatismo
religioso, non certo
la raffigurazione
irrispettosa di questo
o di quel Profeta
Hillary Clinton
si è affrettata a chiedere
scusa per conto di privati
e sconosciuti cittadini
americani che, per motivi
privati, hanno girato
un film (forse)
blasfemo suMaometto
segue dalla prima
Il furbo Renzi
(...)
Solo perché pensa di poter portare gli
elettori delusi dal Cavaliere a votare in suo
favore alle primarie? Probabilmente qualche
speranza del genere c’è. Ma è più facile che
Renzi abbia fatto questa mossa per mettere
in seria difficoltà Bersani spingendolo verso
una posizione più estremista di quella che
il segretario ha cercato di mantenere fino
ad ora. Un Bersani consegnato nelle mani
della Camusso, oltre che di Vendola e Di
Pietro, è destinato ad andare in rotta di col-
lisione con Casini sulla legge elettorale.
Con inevitabili ripercussioni in quella parte
del Pd che non condivide affatto l’insoffe-
renza della sinistra per Monti e pensa che
dopo le elezioni il partito potrà andare al
governo o con una alleanza con i centristi
abbandonando Vendola al proprio destino
o con il Monti-bis ed una nuova maggio-
ranza anomala. Renzi, dunque, punta sul
serio a battere Bersani. Nell’ipotesi di non
riuscirci, si prepara per tempo un nuovo
ruolo. Nel caso di una grande coalizione il
Pd riuscirebbe a restare unito? Se se si do-
vesse spaccare, chi se non Renzi potrebbe
guidare la parte decisa a far parte comun-
que della coalizione governativa?
ARTURO DIACONALE
Matteo è pronto
(...)
Apriti cielo! Subito i suoi avversari nel
partito e certa stampa l’hanno accusato di
voler “inquinare” le primarie con il voto
del nemico.
Renzi si riferiva alle politiche, è però con-
sapevole che le sue speranze di battere Ber-
sani sono legate alla capacità di ampliare
oltre il centrosinistra il bacino di elettori
che parteciperanno alle primarie. Non sor-
prende lo scandalo.
Nella mentalità di certa sinistra gli elettori
che hanno creduto in Berlusconi devono
solo vergognarsi di nascosto, sono cittadini
di serie B. Ma se un ex elettore del Pdl si
presentasse alle primarie per votare Renzi,
e Renzi vincesse, è ragionevole supporre
che lo rivoterebbe alle politiche, votando
così per il Pd.
Che ci sarebbe di male? Chi si scandalizza
rivela una concezione “proprietaria” degli
elettori, un gregge da pascolare e non cit-
tadini da convincere, una specie di assurdo
fissismo” elettorale per cui si vince facendo
il pieno di voti della “propria” gente, non
convincendo gli altri o gli indecisi.
Il problema vero è che molti nel Pd vedono
Renzi come una specie di Berlusconi, solo
perché ha la parlantina, la battuta pronta,
e perché non sembra uscito da trent’anni
di inutili riunioni in fumosi stanzoni di par-
tito. Bersani e la sua classe dirigente sono
vecchi anagraficamente e politicamente, e
rappresentano una vecchia idea di social-
democrazia.
Ma gli elettori del Pd sono pronti a disfar-
sene? La sensazione è che rimangano per-
vicacemente aggrappati all’utopia di vin-
cere, e governare, con le vecchie idee della
sinistra novecentesca, quasi per un moto
di rivalsa sui verdetti della storia.
Anche il Veltroni del Lingotto, sebbene con
i suoi “ma anche”, aveva tentato di rinno-
vare la proposta del Pd, e quasi non gli riu-
sciva. Ma allora gli elettori di sinistra si fi-
darono perché Veltroni era pur sempre un
compagno dal pedigree ineccepibile. Renzi
è diverso: politicamente non nasce nel Pci
o nella Dc, ma nella II Repubblica, e questo
insieme alla sua abilità comunicativa gli
vale una non troppo velata accusa di crip-
toberlusconismo.
Se il dramma degli elettori di centrodestra
è la loro classe dirigente, quello degli elet-
tori di sinistra è la mentalità retriva della
maggior parte di essi, che vorrebbero nuovi
leader ma tenersi le vecchie idee e trionfare
con quelle. Ma il tempo è scaduto.
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SABATO 15 SETTEMBRE 2012
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