Necromanti d’Italia

La lezione di anatomia del dottor Tulp è un dipinto a olio su tela, realizzato da Rembrandt nel 1632, oggi al museo Mauritshuis dell’Aia.

Ma ad osservare i dotti medici fiamminghi del secolo d’oro, riuniti intorno al cadavere ancora fresco d’un condannato, viene piuttosto da pensare all’attuale situazione italiana, laddove a circondare il corpo del defunto paese un tempo democratico, si accalcano finti medici che ne assicurano la morte.

Come il Dott. Tulp nel dipinto simula il movimento, dunque la vita, della mano del defunto tirandone i tendini, così il nuovo governo Pd-M5s, più simile a Victor Von Frankenstein che a un caritatevole medico, dovrebbe mantenere artificialmente il nostro Paese al solo scopo di non perdere il potere e i benefici dello stesso. Non vi è cura per loro, soltanto l’empio perseguire i propri fini personali, la destabilizzazione programmata a tavolino in vista di un “nuovo ordine” che in realtà maschera soltanto il caos.

Il manuale anatomico che sta aperto davanti ai cerusici olandesi, oggi per noi il nuovo governo “pentacompagno”, altro non è che il regolamento di quei poteri forti che dominano ogni cosa da dietro le quinte, truccato neanche troppo bene da Costituzione. In realtà un codice di vera e propria necromanzia politica e sociale. L’unica cosa ad avere importanza è che i “medici” intorno continuino ad apparire tali, invece di essere ciò che veramente sono, ovvero indistinguibili dai carnefici che hanno agito poco prima sul patibolo. Il grande inganno così prosegue, in stanze oscure, lontano da un popolo armai sempre più acquiescente. Esecutori e chirurghi si confondono, del resto è facile in un mondo dove ormai tutto è sfumato ed evanescente, dove le virtù e le stelle non guidano più gli uomini ma soltanto la bestiale insania dell’egocentrismo è diventata l’unica bussola.

Così con una seduta di vera e propria “magia nera” politica, in Parlamento daranno vita fittizia ad un cadavere, per poterlo controllare e continuare a farlo muovere secondo il volere di quello strano manipolo di stregoni attuali che siede nell’emiciclo di Palazzo Chigi. Un “Golem” mostruoso, che nulla ha a che vedere con il difensore del popolo ebraico di Praga, creato dal Rabbino Loew, sotto le cui fattezze il nuovo parlamento si aggirerà per le strade d’Italia.

È nell’affresco di Ambrogio Lorenzetti, L’allegoria del cattivo governo che ancora oggi, dopo settecento anni, sta ad illuminare gli uomini nella Sala della Pace del Palazzo Pubblico a Siena, l’altro evidente aspetto dei nostri giorni. Eppure, in quel periodo tanto inviso a una certa sinistra quanto a una certa destra, sia ben chiaro, in quell’”oscuro Medioevo”, gli uomini erano molto più sapienti e avveduti di oggi. È la tirannide assisa in trono, dipinta dal Lorenzetti, quella stessa tirannia oggi mascherata da libertà e democrazia, e con lei vi sono Vanagloria, Avarizia e Superbia. Ancora a farle da corte sono il Tradimento e l’Inganno.

Quanto dista da noi quel grande dipinto murale? Sette secoli o, pensateci, appena sette giorni, gli stessi lasciati dal Presidente Mattarella. In fin dei conti questa è la “democrazia”, andate a dirlo agli ateniesi.