La scelta di campo tra rivoluzione liberale e  passato

Il voto anticipato è la vera e grande occasione di cambiamento per quella parte del Paese, ormai maggioritaria, che si vuole liberare una volta per tutte dalla casta di potere dominante dagli anni Sessanta del secolo scorso ad oggi. Il governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle ha fallito proprio perché non è stato in grado di realizzare questo tipo di cambiamento. La galassia grillina, imbevuta di giustizialismo regressivo e priva di una qualche visione politica, ha rappresentato la palla al piede di chi avrebbe voluto e vorrebbe operare una svolta epocale per risvegliare e dare nuovo slancio alla società italiana.

Le prossime elezioni non saranno lo scontro di Matteo Salvini contro tutti. Saranno la partita finale tra chi chiede il rinnovamento e chi vuole invece rimanere fermo ad un passato segnato da interessi di pochi privilegiati e da una cultura ormai asfittica ed agonizzante.

È per questo motivo, per chi ha tenuto accesa per anni la fiaccola della cultura liberale conculcata e schiacciata da quella cattocomunista al potere, che non ci possono essere dubbi su quale debba essere la scelta di campo. Il populismo e il carattere irruento e deciso di Matteo Salvini spaventano? Chi nutre simili timori ma vuole uscire dalla paralisi deve considerare che le caratteristiche personali del leader leghista possono essere la leva indispensabile per scoperchiare la cappa di piombo che schiaccia il Paese e provocare il trauma indispensabile per la liberazione della società italiana.

Sia pure sotto forme diverse, in sostanza, ora si riaccende il sogno della rivoluzione liberale, quella non realizzata nel ventennio berlusconiano a causa del conflitto d’interessi del Cavaliere e delle resistenze di alleati intrisi e succubi della vecchia cultura e delle vecchie caste.

Tutto questo, ovviamente, non comporta la corsa in massa sul carro del vincitore. Comporta, al contrario, l’appello a Salvini a dare vita ad una coalizione in cui il blocco populista e sovranista di Lega e Fratelli d’Italia sia affiancato da forze autenticamente di destra liberale decise a perseguire il cambiamento. Forza Italia può essere considerata una di queste forze? Solo se depurata da cortigiani e pesi morti interessati esclusivamente alla sopravvivenza politica personale.