Dopo la Versiliana

Non considero il messaggio che Silvio Berlusconi ha inviato alla conclusione della “Festa de L’Opinione” della Versiliana solo un significativo e importante riconoscimento del percorso compiuto negli ultimi vent’anni dal giornale più rappresentativo dell’area liberale del centrodestra. I riconoscimenti, anche quelli più prestigiosi, possono ingenerare in chi li riceve la convinzione di aver esaurito il proprio compito. Per me, invece, il messaggio di Berlusconi costituisce lo stimolo più forte a proseguire con sempre maggiore determinazione e forza nella strada su cui “L’Opinione” procede, nel solco della sua tradizione risalente alla prima metà dell’Ottocento risorgimentale, dal 1993 ad oggi. Alla Versiliana è stato lanciato l’appello alla necessità di prendere forza dai valori dell’umanesimo del Rinascimento e della libertà del Risorgimento per dare al Paese la possibilità di una solida ripartenza dopo la crisi dell’avvio del terzo millennio. Da adesso in poi, ogni energia verrà diretta a dare corpo a questo disegno fondato sull’umanesimo liberale e su un programma di governo ispirato ai suoi valori fondanti.

Il centrodestra può tornare a governare il Paese. Se riuscirà a presentarsi unito alle prossime elezioni politiche diventerà la vera alternativa alla sinistra fallimentare e al grillismo dell’incompetenza autoritaria. Ma per dare fondamento e credibilità a una prospettiva del genere è necessario presentare al corpo elettorale un programma di governo credibile, concreto, fondato su valori solidi. Ogni componente dello schieramento è chiamata a dare il proprio contributo di idee e di proposte. L’umanesimo liberale vuole essere una di queste idee e proposte. E “L’Opinione” realizzerà nei prossimi mesi tutte le iniziative necessarie per approfondire e definire il suo contributo al futuro programma di governo del centrodestra.