Minzolini e l’abrogazione<br />della Legge Severino

Il voto del Senato che ha negato a larga maggioranza la decadenza di Augusto Minzolini è innanzitutto un atto di giustizia che viene a riparare la pesante ingiustizia subita nei mesi scorsi dal senatore di Forza Italia. Ma il suo significato va oltre il semplice atto di riparazione di un torto ingiustificato. Perché costituisce la riprova dell’uso strumentale della Legge Severino e di come l’uso politico della giustizia sia sempre funzionale a interessi e a logiche che con la legge non hanno da spartire.

L’affermazione scandalizzata degli esponenti del Movimento Cinque Stelle secondo cui il salvataggio di Minzolini è il frutto del patto tra Forza Italia e Partito Democratico che ha portato mercoledì scorso al salvataggio di Luca Lotti è la conferma più clamorosa e paradossale che la Legge Severino si applica in maniera diversa a seconda delle particolari circostanze politiche e non assicura alcuna certezza di giustizia.

Oggi il Pd è diventato garantista per necessità contingente, dimenticando il proprio giustizialismo usato a suo tempo per eliminare dalla scena pubblica i suoi avversari politici. Primo fra tutti, Silvio Berlusconi.

Basta questa considerazione oggettiva per chiedere l’abrogazione della legge che introduce il sistema dei due pesi e delle due misure a seconda delle esigenze del momento.