Gli effetti della crisi di governo: spread oltre 230 punti

Il cataclisma che ha colpito l’esecutivo pentaleghista, innesca, come prevedibile, il surriscaldamento dello spread. Il differenziale tra Btp e Bund, balzato già ieri di oltre 10 punti, oggi prosegue la sua propria ascesa e in mattinata arriva a 234 punti, con il rendimento del titolo decennale italiano all’1,74 per cento.

Indicazioni decisive potrebbero arrivare anche dall'asta di bot annuali per 6,5 miliardi, prevista dal Tesoro. In serata si attende l’aggiornamento del rating sul nostro Paese da parte di Fitch. Le ripercussioni si registrano anche a Piazza Affari, dove il Ftse Mib cede il 2 per cento appesantita da tutta il settore bancario. Meno preoccupante l’andamento delle altre Borse europee: Londra cede lo 0,43 per cento, Francoforte lo 0,56 e Parigi perde lo 0,54.

La seduta è mista per i listini asiatici. Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,44 per cento, spinta dagli incoraggianti dati sulla crescita, con il Pil che nel secondo trimestre è cresciuto dello 0,4 per cento, ben al di sopra del +0,1 per cento atteso.

Sul fronte delle valute l’euro passa di mano in mattinata a 1,1197 dollari e 118,62 yen. Lo yuan è stabile a 7,0816 sul dollaro. Tra i numeri macroeconomici, in mattinata l’Istat annuncerà i dati sulla bilancia commerciale a giugno e la lettura definitiva sull’inflazione a luglio.

Intanto, crolla l’export tedesco che a giugno segna la flessione più forte da tre anni su base annua con un -8 per cento. È il calo più marcato da luglio 2016. Su base mensile, si è registrato un -0,1 per cento. I dati confermano il peggioramento del settore manifatturiero per l'impatto delle tensioni commerciali. Le importazioni sono diminuite del 4,4 per cento annuo, mentre su base mensile si è avuto un +0,5 per cento. Il surplus commerciale è sceso a 16,8 miliardi dai 20,6 del mese prima, un livello inferiore alla stima media di 19,5 miliardi.