Francia, Conforama: duemila persone licenziate entro il 2020

Le prime lettere di licenziamento arriveranno il 1° gennaio 2020, tanto per cominciare bene il nuovo anno. Il gruppo francese Conforama, il cui slogan – va ricordato – è “Conforto per tutti”, filiale della multinazionale sudafricana Steinhoff International, si avvia verso la chiusura di 32 negozi e di altri 10 dell’insegna Maison Depot. Tradotto in termini occupazionali, duemila persone perderanno il lavoro in Francia entro marzo 2020, secondo quanto affermano Confédération générale du travail e Force ouvrière. L’obiettivo, naturalmente, è il “conforto per tutti”, per raggiungere il quale occorre dunque “ottimizzare il funzionamento” dell’azienda. Oltre ai licenziamenti secchi, si prevedono, inoltre, piani di ricollocazione e partenze volontarie.

Tre mesi fa Conforama ha raggiunto un accordo con i suoi creditori per un piano di rifinanziamento di 316 milioni di euro in due fasi, che prevede il rimborso di una parte del debito del gruppo e il ripristino del flusso di cassa dei negozi di mobili, decorazioni, elettrodomestici e attrezzature informatiche, e successivamente il finanziamento entro il primo trimestre 2020 dei negozi in perdita. Già all’inizio di marzo, i sindacati Cgt e Fo avevano espresso le loro preoccupazioni sul futuro del marchio, che a gennaio ha ceduto a Carrefour la quota del 17 per cento di Showroomprivé, la seconda più grande società francese di reperimento di azioni online, guadagnando 78,7 milioni di euro. E anche la Steinhoff International non se la passa bene, coinvolta in uno scandalo finanziario nel dicembre 2017, che ha quasi mandato in bancarotta la società con la scoperta di un buco finanziario nei suoi conti di 6 miliardi di dollari.

Dall’altra parte del Reno le cose non vanno meglio. Il colosso chimico tedesco Basf ha annunciato la soppressione di seimila posti sugli attuali 122mila nel mondo entro il 2021. Il sacrificio dovrà servire, spiega l’azienda a favorire una “crescita più redditizia”, a “semplificare l’organizzazione”, “aumentare l’efficienza della sua amministrazione”, “consentire una maggiore flessibile” e “concentrarsi sulle sinergie”. Fuori dallo stucchevole aziendalese, si tratta, in sostanza, di un progetto che prevede il risparmio di oltre due miliardi di euro. Nell’ambito della stessa ristrutturazione, i sindacati e la direzione hanno concordato di anticipare la rinegoziazione del contratto collettivo per il sito di Ludwigshafen, valido fino a dicembre 2020. Le parti intendono firmare un nuovo accordo per il primo semestre del prossimo anno. Basf ha avuto un 2018 molto complicato, segnato dalla siccità, dal rallentamento della crescita cinese e dalla guerra commerciale.

Il gruppo ha anche visto nel primo trimestre 2019 ammorbidire la domanda di alcuni importanti clienti industriali, in particolare nel settore automobilistico. Per l’anno in corso, nel suo complesso, il gruppo chimico ha confermato gli obiettivi di “un lieve aumento delle vendite” e di un “leggero aumento” del reddito operativo.