Istat: “Pressione fiscale al 38 per cento”, insorge l’opposizione

La pressione fiscale è aumentata. Nei primi tre mesi del 2019 è risultata del 38 per cento, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È il dato più alto dal 2015. È quanto rileva l’Istat, precisando che anche in questo caso vale solo il confronto annuo, tra stessi trimestri. Nel primo la pressione fiscale, come sempre si osserva, mostra un livello più basso rispetto al resto dell’anno.

Nel 2018 la pressione fiscale era stata pari al 37,7 per cento, stesso dato rilevato nel 2017, mentre nel 2016 era stata pari al 37,9 per cento. Per trovare un dato superiore a quello del primo trimestre del 2019 si deve torna quindi a inizio 2015, quando era stato toccato un valore pari al 38,9 per cento.

Intanto, rileva l’Istat, nei primi tre mesi del 2019 il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,9 per cento. Un aumento che arriva dopo due cali consecutivi. Torna così a segnare un nuovo massimo dal 2012, ma resta ancora sotto il picco pre-crisi, toccato nel 2007 (-5,7 per cento). Si tratta di “un marcato recupero del reddito che, grazie alla frenata dell’inflazione, si è trasferito direttamente in crescita del potere d’acquisto”.

I consumi delle famiglie nei primi tre mesi del 2019 sono cresciuti in termini nominali dello 0,2 per cento, frenando su base congiunturale. La propensione al risparmio delle famiglie è stata pari all’8,4 per cento, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

Nel primo trimestre del 2019 il rapporto tra deficit e Pil è stato pari al 4,1 per cento. Viene evidenziato che l’incidenza dell’indebitamento sia “scesa lievemente” rispetto allo stesso periodo del 2018. L’Istituto di statistica diffondendo il dato ricorda che il deficit mostra un andamento stagionale e che il confronto può essere fatto solo su base annua.

Duro il commento su Twitter del segretario del Pd Nicola Zingaretti. “Parlano di FlatTax e di minibot sui social, ma nella vita reale delle persone aumentano le tasse. Dobbiamo difendere gli italiani da questo governo”.

Critiche al governo giungono anche da Forza Italia. In una nota, Silvio Berlusconi afferma che, “come previsto, ecco la certificazione che questo governo a trazione Cinquestelle sta facendo male al Paese. Nei primi tre mesi del 2019 la pressione fiscale è aumentata dello 0,3 per cento. È il contrario di quanto garantito dal programma di centrodestra, firmato anche dalla Lega, presentato come impegnativo agli elettori italiani per ottenerne il voto alle scorse elezioni nazionali”.

Per Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, “il governo gialloverde ha preso in giro gli italiani che, non fidandosi delle panzanate raccontate da Di Maio, mettono i pochi soldi che riescono a risparmiare sotto il mattone. Più chiaro di così! Questo esecutivo è una iattura per l’Italia”.

Secondo Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, “è la realtà dei numeri a porre fine a questa esperienza fallimentare di governo. Primo punto del programma di centrodestra: ‘Meno tasse’. Dopo un anno di governo le tasse sono aumentate dell’0,3 per cento nel primo trimestre 2019. La Lega si era presentata alle elezioni con un’idea di Paese che si è smarrita per strada: è ora di tornare sulla retta via senza indugi”.