Il Superindice Ibl e il sovranismo all’italiana

Il 7 maggio scorso, la Direzione generale affari economici e finanziari della Commissione europea ha rilasciato l’aggiornamento della banca dati su cui è costruito il Superindice Ibl. La decima nota di aggiornamento (disponibile qui in formato pdf) offre alcuni spunti di riflessione alla luce dei risultati delle recenti elezioni europee.

Una novità di queste elezioni è stata determinata dalla rappresentanza “sovranista”. Esiste qualcosa, dal punto di vista economico, che possa essere considerato come una identità condivisa dei Paesi europei guidati dai partiti che si rifanno a questa area? La risposta data dal Superindice Ibl curato da Nicola Rossi e Paolo Belardinelli è netta: “Che si tratti di Paesi a guida sovranista che adottano l’euro (Austria - un po’ meno da qualche giorno - e Slovacchia) o che invece ne sono fuori (Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia) la tendenza è evidente: a valle della crisi globale ognuno di questi Paesi ha preso una direzione di marcia intesa a restringere le distanze rispetto alla media dell’area. Più che ‘prima gli austriaci!’ o ‘prima gli ungheresi!’, la parola d’ordine è stata ‘come gli europei!’”.

Si osserva tuttavia un’eccezione rispetto a queste tendenze: l’Italia. A partire dal 2018 la distanza macroeconomica (in essere e attesa) fra l’Italia e la media dell’Eurozona e della Ue cresce, infatti, a ritmi sostenuti superando nettamente i livelli già molto elevati registrati nel 2011. Ormai da diverso tempo, l’Italia è il Paese deviante per eccellenza tanto nell’area dell’euro quanto nell’Unione. Il sovranismo all’italiana “grave, ma non serio”, si legge nella nota, maschera “un atteggiamento dietro il quale si nascondono - di volta in volta e in diverse incarnazioni politiche - una relativa indifferenza rispetto agli squilibri macroeconomici, un marcato disinteresse rispetto ad ogni ipotesi di disciplina finanziaria, una insensibilità tutt’altro che nuova rispetto alle conseguenze di medio-lungo periodo delle scelte di breve periodo. Sovranisti sì, insomma, ma con il portafoglio degli altri”.