Nuova fiammata dello spread, Visco: “Senza euro falliamo”

Oggi si è registrato un nuovo balzo dello spread. Ha aperto a 292 punti base, ora è a 294, 11 in più di ieri. Sale di 8 punti base il rendimento del Btp italiano e scende di 4 punti quello tedesco. Non hanno aiutato i dati dell’Istat sul Pil del primo trimestre, cresciuto dello 0,1 e non dello 0,2 previsto nella stima dell’istituto di statistica. Adesso la distanza tra lo spread dell’Italia e quello della Grecia è di soli 22 punti.

A Piazza Affari è stata una giornata negativa. Milano perde l’1,60. Scendono anche le altre borse europee. Tutte trainate al ribasso dai titoli petroliferi e dal settore auto. Motivo principale: l’annuncio da parte de presidente americano Trump di nuovi dazi sulle merci dal Messico, Paese usato come piattaforma produttiva da molte case automobilistiche.  

Nel primo trimestre del 2019 la domanda nazionale, al netto delle scorte, ha contribuito per +0,2 punti percentuali alla crescita del Pil: +0,1 punti i consumi delle famiglie e +0,1 punti gli investimenti fissi lordi. È quanto rileva l’Istat, spiegando “che l’apporto della domanda estera netta è risultato positivo per 0,5 punti percentuali. Per contro, aggiunge, la variazione delle scorte ha contribuito negativamente alla variazione del Pil per 0,6 punti percentuali”. Ecco che l’Istituto parla di un “ampio contributo positivo della domanda estera netta”, che “riflette il marcato calo delle importazioni” (-1,5 per cento) a fronte di “un limitato incremento delle esportazioni” (+0,2 per cento). Dal lato della domanda interna, invece, “vi è stato un lieve apporto positivo sia dei consumi” (+0,2 per cento), sia degli investimenti (+0,6 per cento) in particolare per la componente delle costruzioni, “più che compensato da quello negativo delle scorte”.

“Saremmo stati più poveri senza l’Europa. Lo diventeremmo se dovessimo farne un avversario”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, durante la presentazione della relazione annuale a Palazzo Koch. “Addossare all’Europa le colpe del nostro disagio è un errore; non porta alcun vantaggio e distrae dai problemi reali. Quelli che sono talvolta percepiti come costi dell’appartenenza all’euro sono in realtà – avverte Visco – il frutto del ritardo con cui il Paese ha reagito al cambiamento tecnologico e all’apertura dei mercati. Quasi tutti gli altri paesi hanno fatto meglio di noi”. Le banche italiane rischiano di essere colpite dalla recessione e dal ‘rischio Paese’ e, malgrado gli “sforzi importanti” compiuti sui crediti deteriorati e la redditività, sono “vulnerabili” al ritorno “di rischi macroeconomici”, dice Visco secondo cui “sostenere la crescita e allentare le tensioni sui mercati è cruciale” per garantire la “piena funzionalità” delle banche.

Su Facebook il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti sostiene che “Salvini sta giocando con il fuoco mettendo a rischio i soldi degli italiani. Lo spread a 294 conferma che il problema non è l’Europa ma i pasticci, la confusione e la mancanza di credibilità del governo italiano. Stanno bruciando miliardi di euro per pagare interessi, non per investimenti e servizi”.

Secondo il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, “sul livello dello spread “dobbiamo stare attenti perché è una tassa per il paese. Quando aumenta, aumentano i costi di interessi per le imprese e le famiglie e anche la finanziabilità del debito pubblico italiano”.