Auto, ad aprile calo di vendite in Europa

Mercato negativo per le auto in Europa. Ad aprile le immatricolazioni nei 28 Paesi dell’Unione Europea più Efta (Svizzera, Norvegia e Islanda) sono state 1.344.863. Vale a dire lo 0,5 per cento in meno rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Si tratta dell’ottavo risultato negativo, “coerente con la fase di congiuntura fiacca che sta interessando l’area” come fa notare il Centro studi promotor.

Dall’inizio dell’anno il numero di immatricolazioni di auto rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso è calato del 2,5 per cento. Secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Csp, sono essenzialmente due fattori: “Le preoccupazioni per il quadro economico incidono negativamente sulla propensione all’acquisto di nuove auto, penalizzate anche dalla demonizzazione del diesel, che crea incertezza nei potenziali acquirenti”.

I dati sono dell’Acea, l’associazione dei costruttori europei. Nei primi quattro mesi dell’anno, le immatricolazioni sono calate del 2,5 per cento a quota 5.491.050. Quello di aprile è stato l’ottavo calo mensile consecutivo.

Tra i maggiori mercati europei, il risultato migliore è della Spagna, dove ad aprile le immatricolazioni hanno fatto registrare un aumento del 2,6 per cento grazie alla spinta delle vendite alle aziende e alle società a noleggio. In Italia l’incremento è stato dell’1,5 per cento, mentre il mercato francese è stabile: cresce dello 0,4 per cento ad aprile e cala dello 0,4 per cento nei primi quattro mesi. Leggermente negativo è il mercato della Germania, che accusa cali dell’1,1 per cento in aprile e dello 0,2 per cento nel periodo gennaio-aprile. Ultimo il Regno Unito, che contiene le perdite al 4,1 per cento ad aprile e al 2,7 per cento nel primo quadrimestre.

Il Gruppo Fca ha immatricolato ad aprile 88.755 auto nell’Europa dei 28 più i Paesi dell’Efta, il 3 per cento in meno rispetto allo stesso mese del 2018. La quota scende dal 6,8 per cento al 6,6 per cento. Nei primi quattro mesi dell’anno il calo è stato dell’8,8 per cento, con le vendite che si sono fermate a 348.672 vetture. In calo anche la quota, passata dal 6,8 per cento al 6,3 per cento.