Dazi, Trump prepara tasse su altri prodotti cinesi per 300 miliardi

Donald Trump minaccia di imporre nuovi dazi su altri 300 miliardi di dollari di prodotti “Made in China”. Il rappresentate al commercio ha pubblicato i dettagli: nell’elenco ci sono i prodotti che non erano ancora stati colpiti dalle tasse. Si tratta di 3.805 beni interessati. L’udienza pubblica sulle nuove tariffe è in programma il 17 giugno.

In un tweet, il presidente americano sostiene che gli Stati Uniti rappresentano il “salvadanaio che tutti vogliono razziare e sfruttare. Ora basta. Pechino compra molto meno da noi di quanto noi compriamo da loro, per almeno 500 miliardi di dollari, quindi siamo in una posizione fantastica”.

Trump si rivolge direttamente al mondo dell’industri americana. “Producete negli Stati Uniti e non ci sono dazi. Potete anche acquistare da un Paese non sottoposto a dazi invece che dalla Cina. Molte aziende stanno lasciando la Cina per essere più competitive per gli acquirenti statunitensi. In un anno i dazi hanno ricostruito la nostra industria siderurgica, che ora è in pieno boom”.

Il Quotidiano del Popolo, la “voce” del Partito comunista cinese, lancia un duro monito a Washington. Sul suo account ufficiale WeChat è apparso un post dall’emblematico titolo: “Questo è l’atteggiamento della Cina!”. Sulla bandiera cinese rossa, tra le 5 stelle gialle e la base da cui si vedono le sagome di container da trasporto marittimo, sono scritti tre slogan sull’atteggiamento del Paese di fronte alle pressioni Usa: “Negoziate, certo! Combattete, in qualsiasi momento! Spaccateci, una pia illusione!”.

Un duro editoriale dedicato alla guerra commerciale e critico con gli Stati Uniti della Cctv, il network statale cinese, ha strappato finora sui social media locali oltre 3,3 miliardi di visualizzazioni. “La guerra commerciale avviata dagli Stati Uniti contro la Cina non è altro che un importante momento unificante nello sviluppo della Cina. Non c’è nulla di cui preoccuparsi. La Cina deve stare ferma, essere fiduciosa e superare le difficoltà”, ha detto Rui Ping, uno dei giornalisti di punta dell’emittente, nell’editoriale trasmesso ieri nell’edizione serale di punta del telegiornale, quello delle 19. “Dopo 5.000 anni di prove e tribolazioni, che tipo di battaglia non ha attraversato il popolo cinese?”. Il breve video ha raccolto sui social media una corposa serie di commenti di sostegno, tra patriottismo e nazionalismo.