Jeans Levi’s conquistano Wall Street, esordio col botto

Esordio col botto per Levi’s a Wall Street. I jeans sbarcano infatti al Nyse e volano: il prezzo di apertura è di 22,22 dollari, decisamente al di sopra dei 17 dollari fissati nell’initial public offering. E la corsa al rialzo non si ferma, con guadagni del 35 per cento nei primi minuti di scambi. Un balzo che lascia ben sperare gli investitori in vista della lunga fila di ipo attese per il 2019, da Uber a Lyft, per le quali sono previste valutazioni record, fino a 120 miliardi di dollari per l’app di auto con conducente.

Per Levi’s, marchio che affonda le sue radici nella corsa all’oro in California, il ritorno a Wall Street rappresenta un passo importante. Dopo anni trascorsi nell’ombra, con i suoi jeans che dagli anni 1990 sembravano aver perso lo splendore del passato, Levi’s è riuscita a rilanciarsi, a imprimersi quella svolta necessaria per tornare a competere in un mercato sempre più agguerrito e dominato dai marchi di athleisure. Da qui la decisione di riaffacciarsi alla Borsa, abbandonata nel 1985 quando la famiglia del fondatore Levi Strauss optò per un delisting. Con l’ipo Levi’s raccoglie 623 milioni di dollari, vendendo 36,7 milioni di azioni a 17 dollari l’una. I proventi saranno usati per rafforzare le vendite, retail e on-line, ma anche per investimenti in tecnologia. A 17 dollari per azione Levi’s vale 6,6 miliardi di dollari, una valore che sale a 8,7 miliardi di dollari con i titoli scambiati a 22,64 dollari, ovvero in aumento del 33 per cento rispetto all’ipo. Scambiata con il ticker “Levi”, Levi’s - grazie alla quale Wall Street ha abolito almeno per un giorno il divieto di indossare i jeans sul floor - ha generato 5,6 miliardi di dollari di ricavi nell’anno che si è chiuso il 25 novembre, in rialzo del 14 per cento rispetto ai 12 mesi precedenti. L’utile netto è salito a 283,1 milioni di dollari. “Il nostro bilancio è solido. La nostra crescita è sostenibile nel lungo termine” afferma l’amministratore delegato Chip Bergh, sottolineando l’attaccamento dei clienti al marchio. Un marchio “che rappresenta tutto quello che c’è di buono in America, dalla libertà alla democrazia”.

Levi’s ha inventato i jeans nel 1873, diventando un’icona della storia americana. Inizialmente uniforme dei cowboy e dei minatori, i jeans sono sbarcati a Hollywood con Marlon Brando e diventati negli anni 1960 “l’uniforme de facto degli hippie”. Abbracciati dai giovani di Woodstock prima di diventare un fenomeno nazionale, i jeans hanno poi conquistato il mondo. Nei suoi 165 anni di storia, Levi’s ha approfittato del boom della sua creatura, per poi finire nel dimenticatoio non riuscendo a cogliere i cambi dei gusti dei consumatori e con l’ascesa dei marchi premium che l’hanno offuscata. Ora Levi’s, più forte e moderna, riprova a imporsi, e lo fa con il ritorno a Wall Street come primo passo.