Consob: anche la Camera dice sì a Savona presidente

Via libera della commissione Finanze della Camera ad ampia maggioranza (34 i voti a favore 11 i contrari) alla nomina di Paolo Savona alla presidenza della Consob. Il placet di Montecitorio segue il sì della commissione del Senato dei giorni scorsi.

Adesso manca solo il decreto del Presidente della Repubblica per rendere operativo l’arrivo dell’ex ministro alla guida della Commissione di vigilanza sui mercati. Una assunzione di ruolo che lui stesso ha delineato nei particolari rispondendo all’esame dei parlamentari. Protezione del risparmio, con un occhio all’innovazione, ha spiegato ieri parlando della sua nomina, decisa un mese fa e su cui pendono accuse di incompatibilità da cui il ministro degli affari europei si è difeso con ferma decisione sventolando il proprio curriculum a garanzia della propria indipendenza. “Se la mia nomina è legittima, come mi è stato assicurato, sarò felice” di ricoprire questo ruolo, “altrimenti non brigherò, come non ho mai brigato, per entrare in carica”.

In ogni caso per quando arriverà sulla poltrona di presidente della Consob, vacante da quasi 6 mesi, Savona ha già indicato le priorità “proteggere il risparmio, mobilitarlo per la crescita e minimizzare il rischio”. E per portare a termine l’obiettivo è pronto a ricorrere all’Intelligenza artificiale per ridurre la soggettività delle decisioni: perché non è necessario aumentare i poteri delle autorità di controllo ma migliorare gli strumenti, sostiene. Il tutto, però, “senza creare discontinuità nella gestione”, assicura, e senza l’intenzione di andare a fare rivoluzioni alla Commissione, dove c’è già “una macchina che funziona”. Fondamentale per Savona sarà poi il dialogo con la Banca d’Italia: “è la mia prima preoccupazione, Bankitalia è essenziale e uno dei punti emersi nella commissione d’indagine è che le due non hanno avuto sufficiente collaborazione”.