EastMed e il futuro del Mediterraneo

Il progetto EastMed si riferisce a un gasdotto onshore/offshore che collegherà direttamente le risorse di gas dell’Est Mediterraneo con la rete Europea del gas naturale. Il gasdotto con una lunghezza di circa 1900 chilometri, è progettato per trasportare 10 miliardi di metri cubi all’anno dalle riserve di gas recentemente scoperte nel bacino Levantino, fino alle rete nazionale greca e, attraverso il gasdotto Poseidon, fino al meridione d’Italia. Grazie alla diversificazione energetica in corso nel Mediterraneo Israele e il Sud Italia potrebbero avvicinarsi. Tale progetto, sostanzialmente, prevede un gasdotto che collegherà direttamente le risorse di gas dell’Est Mediterraneo con il meridione dell’Europa.

Come recentemente dichiarato in un’intervista dal Vice Ambasciatore di Israele in Italia Ofra Farhi: “Le risorse energetiche scoperte nel Mediterraneo in questi anni, stanno davvero ridisegnando la geopolitica regionale. Israele, grazie al gas, è potuto diventare autosufficiente e importanti accordi sono stati firmati sia con l’Egitto, che con la Giordania. Nel summit tenutosi recentemente al Cairo, con la partecipazione anche di un rappresentante del Governo italiano, Israele, Egitto, Cipro, Grecia, Italia, Giordania e Autorità Nazionale Palestinese, hanno deciso di creare un Forum regionale, per aumentare la cooperazione nel settore energetico”.

La diversificazione energetica e le risorse energetiche del Mediterraneo vanno disegnando una vera e propria alleanza strategica tra Israele, Grecia e Cipro, estesa anche al settore militare. Il progetto del gasdotto Eastmed ha il duplice obiettivo europeo mediterraneo di incrementare le relazioni diplomatiche e rafforzare il dialogo regionale, ma anche permettere all’Europa di diversificare i propri approvvigionamenti energetici, come previsto dalla stessa “Strategia per la Sicurezza Energetica” della Commissione europea. In questi tempi difficili per l’implementazione dei rapporti internazionali, l’intensificazione diplomatica delle regioni del Mediterraneo, la realizzazione dell’Eastmed, rappresentano per tutti gli attori dell’area Mediterranea, Italia compresa, un vantaggio da intensificare.

D’altronde, il ministro degli Esteri cipriota Nikos Christodoulide in una recente intervista ha dichiarato: “Dobbiamo fare un passo alla volta ed il primo passo importante verso la sua attuazione è stata la recente finalizzazione della bozza di accordo intergovernativo tra i Paesi coinvolti. Noi siamo pronti alla firma dell’accordo al più presto possibile e a questo scopo un dialogo è in corso con gli attori coinvolti. Le prospettive del progetto sono molto positive, dal momento che alcuni studi, finanziati dall’Ue, sono stati veramente incoraggianti”.

La stessa Cipro, grazie a tale progettualità, potrebbe avviare un negoziato sulla delimitazione delle zone marittime nel Mediterraneo con la Turchia, per evitare il ripetersi, sotto gli occhi dell’opinione pubblica mondiale, di incidenti come quello che coinvolse una piattaforma di Saipem, a cui la Marina di Ankara vietò di dirigersi nella zona di esplorazione assegnata a causa del contenzioso con Nicosia sulla Zona economica esclusiva.