Bce: l’Europa dopata non cresce, l’Italia pure

Non è colpa di mancata distribuzione dei redditi, ma di mancanza di lavoro. I ragazzi emigrano in massa dall’Italia perché non c’è lavoro. D’altro canto, piddini e sindacalisti d’accatto hanno pensato, come fanno tuttora, esclusivamente alle loro tasche. Il Movimento 5 stelle è ormai più casta della casta. Altro che rivoluzione. I pentastellati volevano la sostituzione di se stessi agli altri. Non una riforma all’orizzonte, nessun disegno o progetto. Nel frattempo, dall’alto di dieci anni di politica europea sbagliata cui nessuno è stato capace di dire no, oggi Mario Draghi ci informa di non ritenere probabile una recessione nell’Eurozona mentre in Italia siamo, e da tempo, in vera e propria stagnazione economica e i grillo-leghisti regalano soldi degli italiani agli immigrati. 

La Banca centrale europea e Draghi ci informano di essere pronti a reintervenire con liquidità nell’ambito di una nuova politica monetaria. Draghi ci rassicura dicendoci che a marzo 2019 si ipotizzerà una nuova immissione di liquidità e a giugno 2019, forse, la si attuerà.  Il sistema “dopato” ma che non funziona, né a quanto risulta è capace di camminare da solo, riprenderà forse a giugno. Pochi mesi dopo, ad ottobre, Draghi terminerà il mandato alla Bce. E Dio ci scampi dall’avere al suo posto il tedesco Jens Weidmann, attuale presidente della Deutsche Bundesbank, che farà nera l’Italia tanto è ingrato riguardo a ciò che è stato dato generosamente alla Germania da tutti noi. E tanto è vero che, senza la fatica di una guerra combattuta, la Germania con la Francia ai suoi piedi sta vincendo la guerra colonizzatrice dell’Europa in corso. Con la Bce in mano della Germania, mettiamoci una pietra sopra. Così facciamo prima. Oggi i tassi d’interesse sono fermi, sotto lo zero e tali rimarranno secondo la Bce fino all’estate 2019. Poi si reinvestirà il capitale rimborsato derivato dalle varie operazioni tra cui il Quantitative easing, fino a rialzare, auspicabilmente, i tassi di interesse. Purtroppo, la crisi del 2008 ha dimostrato una certa lentezza di intervento da parte della Bce, pur in assenza dei poteri necessari per statuto.