Fmi: Italia e Brexit i maggiori rischi globali

Per il Fondo monetario internazionale l’Italia, insieme alla Brexit, è il principale fattore di rischio globale. È quanto sostiene il direttore della Ricerca del Fmi Gita Gopinath presentando l’aggiornamento del World Economic Outlook a poche ore dall’inizio del Forum economico mondiale di Davos. “In Europa – sostiene Gopinath – continua la suspense su Brexit, e il costoso intreccio fra rischi sovrani e rischi finanziari in Italia rimane una minaccia”. Pronta la replica del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Italia minaccia e rischio per l’economia globale? Piuttosto è il Fmi che è una minaccia per l’economia mondiale, una storia di ricette economiche coronata da previsioni errate, pochi successi e molti disastri”. Secondo il Fmi, “gli spread italiani sono scesi dal picco di ottobre-novembre ma restano alti. Un periodo prolungato di rendimenti elevati metterebbe sotto ulteriore pressione le banche italiane, peserebbe sull’attività economica e peggiorerebbe la dinamica del debito”.

L’analisi valuta l’ipotesi di una “Brexit senza accordo dal carattere dirompente, con contagio all’estero, e un aumentato euroscetticismo intorno al voto europeo di maggio”. Il Fmi taglia allo 0,6 per cento, dall’1 per cento di ottobre, la previsione di crescita per l’Italia nel 2019, mantenendola allo 0,9 per cento per l’anno successivo.

L’Italia viene individuata con la Germania come uno dei fattori la cui frenata a fine 2018 ha fatto rivedere in peggio le stime di crescita per l’Eurozona e comportato un calo dell’euro del 2 per cento fra ottobre e gennaio. Le nuove stime del Fmi prevedono una crescita globale del 3,7 per cento nel 2018, come tre mesi fa, ma peggiorano il 2019 (3,5 per cento da 3,7 per cento) e il 2020 (3,6 per cento da 3,7 per cento). Per direttore generale del Fmi, Christine Lagarde, questi dati non rappresentano i prodromi di una recessione globale. Ma le autorità devono “tenersi pronte se i rischi dovessero materializzarsi”.