Tesoro colloca 10 miliardi di Btp a 15 anni, è record

Il Tesoro torna, dopo un anno, a fare un’operazione di mercato aperto e lo fa con un Btp a 15 anni (scadenza marzo 2035), collocato per circa due terzi all’estero, con un doppio record: nella raccolta di 35 miliardi e nell’ammontare di 10 miliardi (contro il precedente record di 9 miliardi), in confronto alle analoghe emissioni effettuate con collocamenti sindacati come quello odierno. Si tratta di una modalità che il Mef riserva alle scadenze lunghe o ai Btp Italia, cui si alternano con frequenza molto più fitta le aste per rinnovare i titoli in scadenza. La scelta azzeccata della finestra temporale, che cade in un momento in cui i grandi investitori tornano a puntare sui titoli di Stato, riesce a contenere anche il costo: il Btp 2033 paga, in due cedole, un tasso annuo del 3,35% e offre un rendimento lordo annuo del 3,41%. È andata bene in confronto al benchmark, il Btp settembre 2033 (tasso con coupon al 2,45 e rendimento 3,23%) collocato quando lo spread era a 150 punti contro gli oltre 260 attuali. “Con l’inizio del 2019 è cambiata la situazione non solo sull’Italia ma in generale sui mercati.

La fine del Quantitative easing della Bce ha fatto sì che molti investitori fossero sottopesati sui titoli sovrani e questo fenomeno era ancora più marcato sull’Italia, come indicato dall’allargamento dello spread. C’è stato un ritorno ad acquistare”, spiega all’Ansa Pietro Bianculli responsabile syndicate di Unicredit, che ha curato l’operazione insieme a Barclays, Citigroup, Hsbc France, JP Morgan. Molti degli oltre 250 ordini raccolti sono di “grandi fondi real money cui sono stati assegnati la gran parte dei titoli nonostante una richiesta molto elevata anche da parte degli hedge funds” aggiunge Bianculli che guardando avanti segnala che “Il mercato andrà monitorato nei prossimi 5/6 mesi per le possibili ripercussioni dalle elezioni europee”.