Crollo ponte, danni a economia per 422 milioni di euro

Ammontano a 422 milioni di euro i danni subiti da imprese e professionisti a causa del crollo di Ponte Morandi. A dirlo è la Camera di commercio ligure proprio nel giorno in cui il via libera dei sensori installati sul troncone Ovest del Ponte Morandi riaccende a Genova la speranza di un ritorno alla normalità per una fetta di zona rossa.

Molte delle imprese chiuse precauzionalmente dopo il 14 agosto potranno infatti nei prossimi giorni riaprire i battenti e rimettere in moto le macchine. In base a un’ordinanza del Comune di Genova pubblicata oggi, le aziende riceveranno il nulla osta al rientro al lavoro dopo alcune verifiche della protezione civile e previa adozione delle misure imposte dall’ordinanza, ma dovranno sospendere le attività in caso di allerta meteo. Le regole imposte sono ovviamente stringenti: ogni azienda dovrà avere al suo interno un responsabile per eventuali evacuazioni che dovranno avvenire in 240 secondi, e in ogni edificio non potranno trovarsi più di 50 persone contemporaneamente.

E a testimonianza del fatto che le ferite causate dalla tragedia tardano a rimarginarsi c’è la testimonianza Gianluca Ardini, uno dei sopravvissuti del crollo del ponte Morandi, rimasto appeso col furgone per quattro ore con al fianco il collega Luigi Matti Altadonna morto sul colpo, che oggi spiega: “Elaborare quanto successo è complicato. La testa va ancora lì, anche se adesso il mio bimbo mi distrae. E’ una ferita che si rimarginerà tra tantissimo tempo e farà male, come ogni cicatrice. Ma andremo avanti”. Il giovane imprenditore nei giorni scorsi ha presentato una querela contro Autostrade tramite il suo avvocato Chiara Antola: “Spero che si faccia giustizia, che l’inchiesta sia rapida e che non ci vogliano i soliti 10 anni per arrivare alla fine perché questo è stato un omicidio plurimo e un tentato omicidio verso di me”. Sul fronte politico se da Palazzo Tursi, sede del municipio genovese, oggi è arrivata la buona notizia dell’apertura delle imprese nella zona rossa, di segno opposto sono le indicazioni che arrivano da Palazzo Madama, a Roma, in cui si sta esaminando il Decreto Genova. Il Servizio bilancio del Senato ha infatti espresso riserve sulla consistenza economica di alcuni articoli del decreto Genova, in particolare sulla capacità dello Stato di anticipare i fondi per la costruzione del viadotto nel caso in cui Autostrade non pagasse.