Spread a 310 punti. Salvini: “Preoccupati mai!”

Lo spread tra Btp e Bund sfonda la soglia dei 310 punti base. È il risultato della presentazione della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza e della lettera inviata dalla Commissione Ue al Tesoro, nella quale si anticipa la contrarietà europea alle scelte italiane sulla finanza pubblica. I decennali italiani rendono il 3,66 per cento, ai massimi dall’inizio del 2014. Il ministro Tria spiega l’impostazione della Manovra al Parlamento. Il Ftse Mib guadagna lo 0,6 per cento a 19.962 punti. Anche se si registra una lenta risalita della Borsa di Milano dopo il tonfo di ieri, la maggior parte delle banche è ancora in fase negativa. Mps è la peggiore del comparto di Piazza Affari. “Preoccupati mai! Responsabili sì, ma indietro non si torna”. Così il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Intanto lo spread vola a 310,7 punti, sugli schermi Bloomberg. Il rendimento del decennale del Tesoro è in rialzo al 3,66 per cento. Anche lo spread tra il Btp a dieci anni e l’equivalente Bonos iberico sfonda quota 200 e si attesta a 204 punti base, aggiornando i massimi. L’allargamento dello spread ha avuto un’impennata dal 2 ottobre scorso quando aveva toccato i 191 punti ed aveva ritoccato i massimi di giugno scorso quando si era attestato a 161 punti. Le Borse europee proseguono la seduta in rialzo. I mercati non sembrano risentire del taglio delle stime sul Pil dell’eurozona da parte del fondo monetario internazionale e delle nuove tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti.

La corsa dello spread ha dato il via all’allarme banche che, avendo in cassaforte scorte consistenti di Btp, vedono la forza dei loro patrimoni ridursi giorno dopo giorno. Se non ci saranno cambi di rotta, fra gli addetti ai lavori c’è già chi vede profilarsi il rischio di nuovi aumenti di capitale. Nel maggio scorso, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco aveva ricordato che l’esposizione delle banche al settore pubblico è scesa di oltre un quarto, ma che si attesta ancora sui 300 miliardi di euro. Una quota in diminuzione, dunque, ma sempre corposa. Credit Suisse avverte: “se lo spread si allargasse ancora, le banche italiane dovrebbero correre ai ripari”. In un report gli analisti della banca svizzera sostengono che “lo spread sopra 400 punti base non sia sostenibile”. Preoccupati anche gli analisti di Morgan Stanley, che temono un impatto negativo dello 0,6 per cento sul patrimonio tangibile e un impatto sul capitale compreso tra 1 e 14 punti base. Mentre per Merrill Lynch le svalutazioni dei Btp e il rallentamento dell’economia possono innescare un nuovo “credit crunch”.

Frattanto, il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio ha incontrato a Berlino il suo omologo tedesco, Hubertus Heil, dell’Spd, e ha trovato “con sommo stupore” comprensione per il suo reddito di cittadinanza, che sarà “per la maggior parte nella legge di bilancio”. “Mi ha detto: finalmente ho capito che non è una misura assistenziale, ma uno strumento di politica attiva per il lavoro, come il nostro Hartz IV”, ha spiegato il ministro. Da questa intesa, è nato una squadra per studiare i centri di impiego tedeschi. “Sapere di avere il governo tedesco a fianco nella rifondazione dei centri per l’impiego mi rincuora”, ha detto Di Maio. Il leader pentastellato ha incontrato anche il ministro dell’Economia Peter Altmaier. “Abbiamo ribadito – ha dichiarato Di Maio – la volontà di non uscire né dall’Unione Europea né dall’euro. Questa è l’Europa con cui si può dialogare, quella che ascolta e condivide le esperienze. In particolare, ho apprezzato il fatto che sia il ministro dell’Economia tedesco, sia la cancelliera Angela Merkel non si siano intromessi nelle dinamiche sulla legge di bilancio, dimostrando rispetto per un paese fondatore dell’Ue”.