Fmi taglia le stime del Pil italiano

Il Fondo monetario internazionale affonda le forbici sulle stime di crescita del nostro Paese. Il monito “diretto” dell’Fmi al governo italiano riguarda il mantenimento dell’azione dell’esecutivo nell’ambito delle regole europee per non perdere la fiducia dei mercati. Secondo l’istituzione, il Pil italiano crescerà dell’1,2 per cento nel 2018 e dell’1,0 per cento nel 2019 dopo il +1,5 per cento del 2017, livelli già indicati nello scorso luglio. Alla pubblicazione del World Economic Outlook, il premier Giuseppe Conte replica da Firenze: “Confidiamo che la crescita sarà sicuramente superiore. Domani pomeriggio a Palazzo Chigi si riunirà la cabina di regia per gli investimenti. Lavoriamo seriamente per la crescita”.

La revisione al ribasso rispetto ad aprile è legata al “deterioramento della domanda esterna e interna e all’incertezza sull’agenda del nuovo governo”. La revisione al ribasso rispetto ad aprile è legata al “deterioramento della domanda esterna e interna e all’incertezza sull’agenda del nuovo governo”. Per il Fmi, “le recenti difficoltà nel formare un governo in Italia e la possibilità di un rovesciamento delle riforme o l’attuazione di politiche che potrebbero danneggiare la sostenibilità del debito hanno innescato un aumento dello spread”, evidenziando come l’incertezza politica “potrebbe scoraggiare gli investimenti privati e indebolire l’attività economica in diversi paesi, aumentando la possibilità di riforme più lente o significativi cambi negli obiettivi”.

Il capo economista dell’Fmi, Maurice Obstfeld, a proposito della situazione italiana, ha detto che “è imperativo che sia mantenuta la fiducia dei mercati nella politica fiscale. È importante che si agisca nel contesto delle regole europee. Nell’area euro Paesi con limitato spazio di bilancio, quali Francia, Italia e Spagna, dovrebbero usare questo periodo di crescita sopra il potenziale e di politica monetaria accomodante per ricostruire cuscinetti di bilancio, che potrebbero alleviare le tensioni fra banche e debito sovrano”.

In merito alle stime di crescita del Fmi, è intervenuto il vicepremier Luigi Di Maio: “Sul Fondo monetario internazionale la penso come Conte io credo che il tasso di crescita sarà più alto delle stime”. E a proposito del rapporto con Bruxelles, per il leader pentastellato Di Maio, “sarà cruciale nei prossimi giorni confrontarsi con le istituzioni Ue, i mercati e le agenzie di rating. È auspicabile che il ministro dell’Economia e il presidente del Consiglio incontrino sia i rappresentanti delle agenzie di rating ma soprattutto la Commissione Ue per chiarire tutte quelle che sono le nostre linee di intervento che consentiranno all’Italia di crescere”.