Bufera su piano Savona, Pd attacca

“Savona propone un default dell’Italia”, attacca il Partito Democratico rinfocolando la polemica sul documento del ministro, una “Politeia per un’Europa diversa, più forte e equa”, inviato nei giorni scorsi a Bruxelles. Oggetto tra l’altro del disappunto, se non dell’irritazione, dello stesso professore, che avrebbe lamentato una freddezza se non proprio un disinteresse della rappresentanza italiana a Bruxelles a diffondere e sostenere il suo position paper tra le euroistituzioni.

Nel mirino finisce stavolta la sua “soluzione tecnica” di concordare per il rientro del rapporto deficit-Pil “un piano di rimborsi a lunghissima scadenza e ai tassi ufficiali praticati, fornendo una garanzia della Bce fino al rientro nel parametro” del 60 per cento, “in cambio di una ipoteca sul gettito fiscale futuro o di proprietà pubbliche”, in caso di mancato rimborso delle rate. Un meccanismo bollato come “un default” dal deputato piddino Lorenzo Marattin: questo “tecnicamente si definisce default dello Stato, perché - spiega - esso viene meno alla promessa di restituire il capitale alla scadenza prefissata e al rendimento stabilito”. Una lettura che trova sponda anche tra gli analisti.

Con Lorenzo Codogno, di Lc Macro a Londra e già dirigente al ministero dell’Economia, che appoggia la tesi: “Il linguaggio può essere morbido quanto si vuole” ma la “sostanza è incontrovertibile: default e riscadenzamento” del debito, sottolinea l’esperto in una nota dal titolo “Savona colpisce ancora”. È un nuovo attacco al ministro del “cigno nero”, che nel suo “documento (che fino a prova contraria esprime la posizione ufficiale del governo italiano)” contiene “molteplici bizzarrie”, prosegue Marattin. Sottolineando che “per fortuna dell’Italia pare che l’ambasciatore si sia rifiutato” di presentarlo in Europa. “In questo documento vi sono infatti - chiosa l’esponente del Pd - molteplici bizzarre posizioni: l’unica cosa che riesco a pensare è sperare che nessuno abbia letto questo cumulo di follie. Perché se questa fosse davvero la posizione del governo italiano, ci sarebbe sul serio da avere paura”, conclude.