Tesla apre impianto in Cina, Musk sfida Trump

Elon Musk “sfida” Donald Trump. Il miliardario visionario firma un memorandum of understanding con le autorità cinesi per la costruzione a Shanghai del primo impianto Tesla fuori dagli Stati Uniti. Una fabbrica che si pone l’obiettivo di produrre 500mila auto l’anno e che “sarà un modello per la sostenibilità”.

L’intesa di Musk è uno schiaffo alla Casa Bianca di Trump, che ha avviato una guerra commerciale con la Cina in parte anche per scoraggiare le aziende americane a spostare le loro attività e la loro produzione nel paese. Una guerra che per Tesla si è già rivelata molto costosa: a causa dei dazi entrati in vigore, la società è stata costretta ad aumentare i prezzi del Model S in Cina del 25 per cento a quasi 130mila dollari. Con la Tesla “Made in China”, Musk può però aggirare i dazi all’import di veicoli del Paese e accedere alla sua imponente rete di forniture del Dragone, già usata da altri colossi della Silicon Valley. E soprattutto l’impianto per Tesla vuol dire l’ingresso a gamba tesa in un mercato enorme, che è già il secondo dopo gli Stati Uniti per il colosso delle auto elettriche. Anche per Pechino l’accordo è un’importante vittoria: consente infatti al Paese asiatico di rafforzare la sua posizione nella lotta al cambiamento climatico e nella produzione di auto elettriche e tecnologie per il futuro, in linea con il piano Made in China del 2025. La costruzione dell’impianto inizierà non appena ricevuti tutte le necessarie approvazioni e i permessi.

“Da allora ci vorranno circa due anni per avviare la produzione di veicoli e altri due o tre anni per far sì che la fabbrica sia a piena capacità operativa” afferma Tesla. “Daremo il nostro pieno appoggio a Tesla” dice il sindaco di Shanghai, Ying Yong, impegnato da anni a cercare di sviluppare e far decollare l’area costiera di Lingang, dove sarà situata la fabbrica. Tesla sarà l’unico proprietario dell’impianto e questo rappresenta una novità importante sul cambio di atteggiamento di Pechino, che finora ha obbligato altri costruttori di auto a formare joint venture con partner locali per produrre nel paese. L’annuncio mette le ali al titolo Tesla in Borsa, dove arriva a guadagnare il 2,9 per cento. Gli analisti attendono ora indicazioni più dettagliate su quanto Musk investirà nel progetto, intravedendo la possibilità che la società sia costretta a raccogliere nuovo capitale per portare avanti l’iniziativa.