Fed verso nuovo rialzo tassi

La Fed verso un nuovo rialzo dei tassi di interesse, il secondo dall’inizio dell’anno. Una stretta mercoledì, al termine della due giorni di riunione, appare scontata nonostante i rischi di una guerra commerciale innescata da Donald Trump e le tensioni sui mercati emergenti.

Al presidente Jerome Powell spetta il compito di delineare le prossime mosse alla luce di una crescita americana che accelera, e un’inflazione che a maggio, su base annua, si e’ attestata al 2,8%, ai massimi dal 2012. Un balzo che erode i guadagno sul fronte dei salari anche se la disoccupazione è ai minimi degli ultimi 18 anni.

I mercati finanziari sono alla finestra e attendono indicazioni dalla Fed, anche se l’attenzione è tutta sulla Bce di Mario Draghi che giovedì potrebbe scoprire le carte sulla tempistica della fine del quantitative easing. Pur non escludendo che l’Eurotower possa rimandare un annuncio sul Qe a luglio, gli analisti ritengono che ci siano le condizioni per agire ora con un’inflazione in aumento e una ripresa che procede, anche se in rallentamento. Le attese sono per una riduzione graduale degli acquisti, attualmente pari a 30 miliardi di euro al mese, fino ad azzerarli entro fine anno. In questo contesto le piazze finanziarie europee e Wall Street si muovono caute, consapevoli che altre importanti appuntamenti sono in calendario per la fine della settimana: venerdì 15 sta infatti alla Bank of Japan delineare la propria azione di politica monetaria. Il 15 inoltre potrebbero scattare i dazi di Trump alla Cina, aprendo la strada a una guerra commerciale a tutto campo degli Stati Uniti dopo le tensioni al G7.

L’incognita di uno scontro condiziona la Fed: anche se la crescita americana procede, e nel secondo trimestre potrebbe accelerare anche sopra il 4%, una contrazione degli scambi commerciali rischia di avere ripercussioni pesanti sia sulla ripresa sia sull’occupazione, oltre che sui prezzi che potrebbero aumentare spingendo la Fed ad accelerare nella sua tabella di marcia di rialzi. Con un’inflazione al 2,8% su base annua in maggio il dibattito si è già acceso sulle prossime strette della Fed, ovvero se saranno una o due ancora quest’anno. Gli analisti sono divisi: molti ritengono che due ulteriori rialzi sono garantiti alla luce delle condizioni economiche attuali. Altri ritengono invece che le incertezze sono troppe e tre aumenti nel 2018 sono sufficienti alla Fed. Guardano con preoccupazione alla banca centrale americana e alla Bce anche i mercati emergenti, che temono una crisi sul mercato dei bond.