Politica espansiva Bce, poche tasse e meno spesa in Italia

Mario Draghi ha dichiarato che la Banca centrale europea continuerà, anche dopo il mese di ottobre di quest’anno, la politica del Quantitative easing (tradotto: facilitazione quantitativa), ovvero con l’acquisto dei titoli del debito pubblico dei Paesi dell’Euro immettendo sul mercato nuove banconote, al fine di far salire il tasso di inflazione dell’Eurozona verso il 2 per cento (ora è all’1,5 per cento).

La politica di acquisti è portata avanti dalla Bce al ritmo iniziale di 80 miliardi al mese, poi sceso a 60 miliardi ad aprile 2017. Draghi sta prendendo tempo imbottendo la Banca centrale di debito italiano e francese, con i tedeschi alle calcagna che chiedono l’interruzione della politica espansiva, posto che ne verrebbe tutelato maggiormente il potere d’acquisto dei salari e dei risparmiatori del reddito fisso tedesco. Draghi intende temporeggiare fino al 26 ottobre prossimo mettendo così a tacere le critiche tedesche e dicendosi pronto ad aumentare il Qe se necessario (“Il consiglio direttivo è pronto a incrementare il programma Qe in termini di importo e/o di durata”).

L’Italia deve approfittare di questo tempo prezioso e “assestare” il Paese su una politica di poche tasse e meno aumenti di spese. Riguardo il nostro debito pubblico, ecco il piano dell’azione politica da intraprendere, stante che il debito pubblico attuale espone l’Italia agli attacchi della speculazione aprendo la strada alla “colonizzazione” della nostra politica economica. Grecia docet.

È necessario collegare l’abbattimento del debito pubblico alle privatizzazioni e prevedere un warrant negoziabile che dia diritto a una partecipazione proporzionale ad acquisire un bene pubblico dismesso. Si tratta di una conversione del debito in essere entro i limiti dell’eccesso esistente allungando le scadenze e offrendo rendimenti pari all’inflazione, dando in contropartita una garanzia su tutti i beni dello Stato, mobili e immobili, anche artistici e ambientali, escutibili con procedure rapide da stabilire anticipatamente nel caso di insolvenza.