Piano Alitalia:
sindacati scettici

di Enrica Piovan

17 marzo 2017ECONOMIA

 

Il piano c’è, ma ora i tempi sono stretti e ciascuno deve lavorare a tappe forzate per attuarlo. È questa l’indicazione che arriva dopo l’incontro tra il Governo e i vertici di Alitalia sul piano industriale per il rilancio della compagnia aerea di bandiera. Piano che il Governo ha considerato “molto ampio”, con “numerosi elementi da approfondire” e che richiede una “implementazione rapidissima”. Per questo l’azienda incontrerà già oggi i sindacati, con i quali c’è da aprire la partita più delicata, quella sugli esuberi. Ad appena poco più di dodici ore dall’approvazione definitiva in Cda, il piano è stato presentato al Governo (che lo attendeva da oltre due mesi, dallo scorso 9 gennaio) dal vertice della compagnia al gran completo, compreso Luigi Gubitosi, neo consigliere di amministrazione e futuro presidente esecutivo: con lui l’Ad Cramer Ball, il presidente Luca Cordero di Montezemolo e il vice presidente James Hogan. Intorno al tavolo, presieduto dai ministri dello Sviluppo Carlo Calenda e dei Trasporti Graziano Delrio, anche rappresentanti delle banche socie, tra cui il consigliere Gaetano Miccichè (Intesa San Paolo). L’incontro, durato circa un’ora, ha permesso ai ministri di individuare nel piano quello che era invece mancato nella prima presentazione del 9 gennaio, quando era stato chiesto all’azienda un piano “dettagliato e condiviso”: i ministri hanno infatti considerato “un passo positivo” la presentazione del piano e “l’impegno degli azionisti a portarlo avanti”.

Il lavoro da fare però ora è molto, sottolineano Calenda e Delrio, indicando che “il lavoro di approfondimento inizia già dalle prossime ore nei rispettivi ambiti di competenza”. Soddisfatto l’Ad Ball, che ha definito l’incontro “molto proficuo”, e che si prepara a presentare il piano nei prossimi giorni a dipendenti e sindacati. Uno dei capitoli più caldi è quello degli esuberi, su cui si parte già da oggi con un incontro tra azienda e sindacati. Mentre all’inizio della prossima settimana è previsto un incontro congiunto azienda-sindacati alla presenza dei due ministri.

In attesa di vedere le carte, i sindacati sono scettici: un piano industriale “non può essere solo di tagli ed esuberi, bisogna capire quali investimenti rilanciano l’impresa”, avverte Anna Maria Furlan della Cisl; un piano che “sembra fondato sulla sabbia”, non di sviluppo “ma di ridimensionamento”, osserva Claudio Tarlazzi della Uilt; “verificheremo se si tratta di un piano lacrime e sangue o se conterrà realmente ipotesi di sviluppo”, aggiunge mentre Nino Cortorillo (Filt-Cgil) chiede una “trattativa vera”. La cifra su cui dovrebbe partire il negoziato con i sindacati è di circa 2mila esuberi, mentre per quanto riguarda il taglio del costo del lavoro alcune indiscrezioni parlano di un taglio del 30 per cento. Le partite aperte su cui c’è da lavorare riguardano anche altri temi. A partire dal ‘contingent equity’, cioè il cuscinetto finanziario per tutelare il business plan da possibili eventi imprevisti: su questo ci sarebbe una partita aperta tra i soci, con Etihad che sarebbe più disponibile, mentre le banche un po’ meno.

Su tutto c’è la spada di Damocle dei tempi stretti: c’è infatti il problema della liquidità della compagnia, che sarebbe ormai sufficiente ancora per un mese; e poi c’è da considerare l’impatto che la trattativa con i sindacati potrebbe avere in vista della stagione estiva: per questo sia azienda che soci punterebbero a chiudere la trattativa con i sindacati entro il 15 aprile (le parti si erano date tempo fino al 31 maggio per il rinnovo del contratto di lavoro), o comunque ricercare un percorso negoziale che non sia così teso da avere un impatto negativo sulle vendite dei biglietti per l’estate.