“Non voler volare”, senza paracadute

giovedì 18 aprile 2024


Fear of flying course, o corsi pratici per chi ha paura di volare. Di questo, in pratica, si parla nel film Non Volere Volare (nelle sale italiane da oggi), per la regia di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson, di cui la protagonista, tra quelli che hanno paura di volare, è Lydia Leonard, nella parte di Sarah. Proprio lei, l’imprenditrice edile di successo, che deve tenere in piedi una convivenza fragile con un compagno divorziato e la figlia di lui, con i quali dovrebbe passare vacanze da sogno, prendendo un volo per le Isole di Capoverde, il giorno dopo aver volato con l’agenzia “Viaggiatori impavidi” per superare la paura del volo. Insomma, ogni possibile sacrificio per il proprio amore, anche se per lei le probabilità di successo sono più simili a un miraggio o, ancora meglio, a un refolo di follia. E poi, c’è lui, Edward (Timothy Spall), il “deus ex machina”, dal quale all’apparenza nessuno comprerebbe un’auto usata: uno scrittore di successo, ex marine e testa di cuoio della British Army, fiero di aver partecipato alla missione thatcheriana per la riconquista delle Falkland, o Malvinas, e alla liberazione degli ostaggi prigionieri nell’ambasciata americana di Teheran. Lui, l’esperto delle formazioni d’assalto, che si calano con le lenzuola intrecciate da mura alte decine di metri. E sempre lui, quello che sa intrappolare come salami i nemici che mettono il piede nel cappio, restando appesi per i piedi al soffitto (o alla chioma degli alberi) a testa in giù.

Poi, c’è la strana coppia di Coco (Ella Rumpf), e Alphons (Sverrir Gudnason), con lui che è il fotografo preferito del di dietro di lei (letteralemente!), la quale si guadagna la vita come fashion influencer mostrando, per l’appunto, il suo sedere blasonato, siliconato al punto giusto, come tante altre parti del suo corpo procace. Mentre lui, Alphons, il vero pauroso del volo al quale Coco fa da premurosa balia, indossa sulla nuca l’eterna bandana colorata, per coprire una calvizie incipiente, e non sa come uscire dal tunnel della propria fobia di volare. Allora, che cosa c’è di meglio, se non affidarsi a un’agenzia di affrancatori della paura di mettere le ali, denominata “Viaggiatori impavidi” che, tanto per far passare la paura, ha deciso di imbarcarli per un volo liberatorio in Islanda? E che cosa mai potrebbe accadere di peggio se tutta questa bella compagnia fosse affidata nelle mani di Charles (Simon Manyonda) uno sprovveduto istruttore supplente, imbranato e incapace, che dovrebbe condurli a destinazione all’andata e al ritorno? In effetti, data la statistica di incidenti della compagnia con cui dovrebbero volare, puntualmente evidenziata dal maniaco Edward, maestro delle missioni impossibili, non c’è davvero da stare allegri. Così, i viaggiatori impavidi diventano (a giusto titolo!) pavidissimi, dovendo attraversare turbolenze e vuoti d’aria impressionanti che fanno temere il peggio, per poi restare prigionieri in un aeroporto islandese a causa del maltempo, costretti a passare la notte in un albergo isolato nel ghiaccio e nella tormenta. Ed è lì che i poveri viaggiatori paganti due volte sperimentano tutta la dabbenaggine e la goffaggine di Charles, incapace di aiutarli a venir fuori da numerose situazioni imbarazzanti.

Così Sarah, per sfuggire all’arresto per procurato incidente, è costretta a svestirsi come un Rambo alla rovescia, seguendo gli ordini perentori del paramilitare Edward che si improvvisa soldato della riserva con un fuoristrada allroad, capace di muoversi come una gazzella gommata sulle piste ghiacciate d’Islanda. Sorpresa delle sorprese, sarà proprio un’avventura sessuale del tutto “impropria” che aiuterà Alphons a scoprire che la paura del volo si supera in un sol colpo, riacquistando il massimo di autostima. Idem per Sarah, che non avrà scrupoli a fare ricorso all’astuzia del ricatto per prendere il suo volo imperdibile (e, all’apparenza, “imprendibile”) Londra-Isole di Capoverde. A Edward, invece, basteranno le sue dosi di tranquillanti e, soprattutto, servirà aver richiamato in vita il suo carattere avventuroso per scoprire che l’ultima cosa di cui aver paura è proprio quella di volare! Il film, in definitiva, è una commedia esistenziale che parla di grandi temi, come la Paura, la Morte e la Vita.


di Mau.Bona.