Nadia Rinaldi: la prima Lupa bionda della storia del teatro

venerdì 15 novembre 2019


L’Altro Teatro è una rubrica settimanale de “L’Opinione delle Libertà” curata da Giò Di Sarno. Si tratta di uno spazio in cui si vuole dare visibilità a spettacoli, opere teatrali in particolare, che pur avendo per protagonisti artisti di talento e soggetti interessanti, faticano ad avere voce sui media nazionali. I quali, come spesso succede, non dedicano molto spazio ad approfondire le proposte di teatri periferici. Ed è proprio in questi teatri, cosiddetti Off, dove spesso si esibiscono attori pieni di talento e si rappresentano gli spettacoli più interessanti. L’intento di questa rubrica è, perciò, quello di fornire un’informazione aggiornata allo spettatore, il quale spesso è ingolfato dalla pubblicità dei “soliti noti” e incanalato in un’unica direzione. In questo caso, senza fare discriminazioni al contrario e compatibilmente con lo spazio settimanale, si darà voce a tutti, senza distinzioni. Andando sul posto, sedendosi in platea e riportando esattamente reazioni e sensazioni del pubblico, facendo così da tramite per fomentare l’interrelazione fra spettatori e spettacolo.

“Era alta, magra, aveva soltanto un seno fermo e vigoroso da bruna (...). Al villaggio la chiamavano La Lupa perché non era mai sazia giammai-di nulla”.

Con queste parole descrittive inizia la novella di Giovanni Verga. In realtà, se si analizza bene l’incipit della racconto, nessuna delle lupe famose ha mai rappresentato davvero la donna che aveva in mente Verga. Forse, a parte la francese Karima nella versione cinematografica del 1953, diretta da Lattuada, le altre avevano sì un aspetto forte, importante, ma di “alta e magra” c’era ben poco. O forse per “altezza” si intende quella concepita qualche anno fa. Al cinema oltre all’edizione già citata c’è quella di Monica Guerritore diretta da Gabriele Lavia nel 1996. Invece a teatro (nello stesso teatro), due attrici molto forti, ma minute: Anna Magnani nel 1962, diretta da Franco Zeffirelli e, nel 2015, Lina Sastri. Entrambe le versioni rappresentate al teatro Quirino di Roma. Mentre la prima messa in opera proprio da Giovanni Verga, a seguito del successo del racconto, fu nel 1896 al Teatro Gerbino di Torino.

Nell’immaginario collettivo la “donna divoratrice di uomini” deve essere tanta roba anche fisicamente, mora, nera, scura, quasi ingrugnita. Per poi scoprire che non è così, anzi... E proprio seguendo questa scia che il regista Antonello De Rosa ha saputo osare ancora di più, ha voluto cioè restituire alla lupa un aspetto materno, di una maternità rassicurante, per essere ancora più ingannevole e attirare nella rete della seduzione uomini fragili, senza carattere e senza scrupoli. La lupa in questione è bionda e si chiama Nadia Rinaldi, scelta per la sua capacità di recitare con gli occhi ancor prima che con la voce e con il corpo. Una lupa che ha lasciato tutti a bocca aperta, andata in scena all’Auditorium centro Sociale di Salerno. La Rinaldi ha recitato assieme a cinquanta allievi saliti sul palco per interpretare a turno tutte le parti. Parti di un puzzle perfetto, assemblato dalla mente del regista De Rosa, direttore del laboratorio teatrale “Scena Teatro”, con cui opera sul territorio da oltre 20 anni. Sul palco solo una fetta dei partecipanti ai corsi di teatro che tiene De Rosa. Infatti gli allievi sono oltre 200, di tutte le età, di tutti i ceti sociali, senza barriere, senza discriminazioni. Un luogo dove tutto è possibile. Lo si è potuto notare anche durante lo spettacolo che ha portato in scena più di un disabile, integrandoli perfettamente con gli altri partecipanti.

Un’emozionatissima Nadia Rinaldi ha ricevuto un premio dalle mani dell’assessore alle politiche giovanili e all’innovazione del comune di Salerno, Mariarita Giordano. La Rinaldi ha ringraziato il regista De Rosa per averle affidato un ruolo al quale ambiva da tempo. Lo spettacolo sarà presto in tournée, per tutta l’Italia. “Dio” salvi i registi e gli attori che hanno voglia di osare, di mettersi in gioco, di non seguire schemi preconfezionati. Non è un aspetto fisico che determina un personaggio, e quindi, anche una persona, ma il carattere. Si può essere minute come la Sastri, o giunonica come la Rinaldi. Una donna può sedurre anche solo con lo sguardo, e forse proprio in questo tutte le versioni hanno colto nel segno.

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di Giò Di Sarno