Teatro della Cometa, il cartellone 2019-2020

Il mese di maggio a teatro è la vetrina delle programmazioni per il periodo 2019-2020 con un’interessante fioritura d’arte dal vivo di spettacoli in fase di realizzazione o, se nati altrove, della loro riproposizione in sede romana da parte delle varie compagnie nazionali e cittadine. Da notare che per i teatri liberi la maggior parte delle produzioni e delle conduzioni è di matrice imprenditoriale associativa e, quindi, artisti e manager si assumono i rischi relativi degli eventuali insuccessi di pubblico e botteghino. Difficile, pertanto, soprattutto per i piccoli preservare la loro identità mantenendo alta la qualità dell’offerta come fa con successo la direzione artistica della Cometa con le sue proposte inedite e innovative. Molti i temi che vanno dall’intrattenimento al varietà, alla commedia, alla farsa e al dramma con miscelazioni di vario tenore e contenuto tra i diversi generi teatrali. L’appassionante tema del “Teatro nel Teatro” (che definisco più semplicemente “Teatro di complessità 2”), particolarmente caro a Luigi Pirandello, introduce la stagione con “Valium” che descrive le nevrosi di un giovane regista-autore teatrale alle prese con i compromessi possibili nei confronti dei vari “clientes” che inondano di strambe richieste e presenze le sue giornate lavorative.

Non mancano poi i dolori, le asperità e i sentimenti contrastanti dei più diversi menage familiari, amorosi e affettivi come in “Exit-grazie de fiori”, con Simona Marchini, in cui madre e figlia si confrontano su di un passato che non torna e non cambia e un presente senza futuro che, invece, cambia fin troppo negativamente le persone e i loro rapporti quotidiani. Sulla falsariga del famoso “A chi tocca?” (estrarre la pagliuzza più corta o, al contrario, trovare il colpo fatale in un giro di roulette russa) si muove la pièce dal titolo “7 anni” di carcere che deve scontare il giocatore sfortunato. Solo che stavolta non si dà spazio al caso ma all’argomentazione per decidere il capro espiatorio: da qui, l’iperinflazione di sentimenti contrastanti, meschinerie e attestati veri/falsi di amicizia che costituiscono altrettanti colpi a salve prima dell’evento determinante.

Sul piano delle sfide (vere “Jihad” interiori) torna sulla scena lo straordinario duo Caputo-Fallongo di “Letizia va alla guerra” con la nuova proposta di “Fino alle stelle”: ovvero, di come sia possibile partendo da una sperduta provincia siciliana degli anni 50 affermare il proprio talento di superdotati chansonnier pluridialetto e multiruolo, fino a diventare delle star nazionali.

Per il genere classico ma non troppo, Gaia De Laurentiis proporrà la sua divertente versione di “Lisistrata” con un finale ai tempi nostri che ci racconta del famoso sciopero del sesso coniugale per costringere i propri uomini a smettere di farsi la guerra, in cui le pratiche dell’amore e della sofferenza vanno ben oltre l’astinenza fisica. Pino Insegno e sua moglie (in dolce attesa...) Alessia Navarro saranno i protagonisti di “Crisi di coppia” in cui, ancora una volta, il combattimento d’amore tra i sessi si avvale di menzogne, fantasie, situazioni inventate con personaggi e oggetti reali o immaginari per riscoprire il significato profondo e le ragioni sempre valide dello stare insieme. Benedicta Boccoli e Roberto Ciufoli ci accompagneranno poi all’interno del paradosso millenario dell’uovo e della gallina, che da provocazione diventa un combattimento di galli (ambosessi) con segreti rivelati e rivalità, in cui a inizio spettacolo è il pubblico a decidere i ruoli da assegnare ai due attori maschili.

Non manca infine un teatro dei travestimenti (14 in tutto) con cui Luca de Bei ci invita a entrare nel suo “Che te lo dico a fare” e una carrellata di generi diversi come il thriller di Marco Zada “Il mistero del calzino bucato”; il monologo di Marco Falaguasta ne “Il tempo di piacersi”; e un pezzo classico del teatro dei De Filippo come “Non è vero ma ci credo”.