Chi ha ucciso James Bond

James Bond è stato ucciso, non dalla Spectre né da altri temibili nemici ferocemente armati, ma dal “politically correct”. Chi ha la mia età è nato con il Bond di Connery ma più probabilmente ricorda come incarnazione cinematografica dello 007 di Jan Fleming, il sorriso elegante, sornione, ironico e strafottente di Roger Moore, seguito poi da tutti gli altri sino alle svolte più crude e recenti che hanno voluto “salutizzare” la vita dell’agente britannico con licenza di uccidere. Hanno cominciato riducendogli il parterre femminile, via le Bond girl e i fugaci amplessi tra lenzuola di seta del nostro, poi sono passati alle sigarette e agli alcolici… Niente più vodka martini agitato e non mescolato. Off limits i Casinò e i giochi d’azzardo. Hanno quasi eliminato i meravigliosi giocattoli tecnologici in suo possesso, per renderlo più simile a un vero e proprio assassino regolamentato dal bureau di Sua Mestà. “M” è diventato una donna e il grande e geniale “Q” un nerd dagli occhiali spessi.

Bond si è spento lentamente nel corso di anni sempre più bigotti e puritani, sino al prossimo dove guiderà, sulle strade assolte della Puglia e tra i sassi di Matera, un’auto totalmente elettrica e non più una rombante e inquinante Aston Martin dal motore a benzina.

È la vendetta dell’ecologismo da asporto, del femminismo ipocrita del “me too”, dell’inclinazione debosciante, al cinema come in letteratura, che non vuole più eroi ma uomini mediocri che fanno cose normali, tanto che di recente – ma il pericolo è stato scongiurato – hanno addirittura pensato di fare del prossimo agente britannico per eccellenza, una donna.

James Bond, è stato detto da qualche critico saccente, è un dinosauro appartenente a un tempo passato, inadatto al XXI secolo dopo il crollo del muro di Berlino, e sta in compagnia di altri suoi simili come Harry “Dirty” Callaghan, o Paul Kersey o “Snake” Plissken… Tutti eroi veri che oggi non sono più à la page.

Così si appiattisce e ingrigisce l’immaginario che è segno dell’anima dell’uomo che non si arrende, in nome del pensiero unico, dell’ecosostenibilità, di una fasulla uguaglianza che non è rispetto dell’individuo e non porta libertà ma soltanto un più subdolo e oscuro controllo.