Sono trascorsi cinque secoli dalla morte di Leonardo da Vinci, e la sua stella brilla oggi più che mai. Tutti lo cercano, tutti lo vogliono, troppi – non tutti competenti – ne parlano approfittando del fatto che parlare del genio artistico più universalmente noto, è far parlare di sé, cosa che vale anche e soprattutto per coloro che non avendo nulla di interessante da dire, s’arrampicano sugli specchi pur di estrudere qualche idea soltanto apparentemente originale.

Ciò non toglie che, tra mostre e lezioni e libri, Leonardo sia vivo e goda di ottima salute, tanto che pochi giorni or sono, con un tempismo degno di nota, è emersa da un caveau svizzero di proprietà di una famiglia tedesca di origine ebraica, un’altra sua presunta opera dal titolo Dama con pelliccia. L’immagine dipinta presenta alcune analogie con altre tavole del Maestro di Vinci, ma altrettanto se ne discosta per posture e relativi significati simbolici. Curiosamente, ma non troppo, lo stesso soggetto è stato ripreso da un altro pittore rinascimentale e manierista come Sebastiano del Piombo. Il caso precedente è stato il dubbio del Salvator Mundi e della cosiddetta Tavola Doria che certamente non sono da attribuire alla mano del genio fiorentino.

Il dipinto appena scoperto, è realizzato su una tavola di pioppo e raffigura una giovane donna dallo sguardo malinconico ma sorridente, che probabilmente risalirebbe al periodo milanese dell’artista, tra il 1495 e il 1499, quando Leonardo da Vinci era al servizio di Ludovico il Moro. Forse poi il quadro era ancora in suo possesso durante il suo soggiorno a Roma e successivamente negli ultimi anni della sua vita ad Amboise, in Francia, alla corte del re Francesco I.

Anche in questo caso, la vera identità della donna dipinta resta un mistero, un segreto noto ormai soltanto a Leonardo, alla modella e al suo committente. Che ella fosse una delle tante amanti del Moro, una cortigiana, come parrebbe alludere il gesto della sua mano che indicherebbe una certa libertà di costumi, o una dama di corte, resterà uno degli innumerevoli “misteri” – reali o presunti – che ruotano da oltre mezzo millennio intorno alla figura del pittore e architetto più famoso del mondo.

Postura e gesto ricordano la ben nota Dama dell’Ermellino, che si volta sorpresa per salutare qualcuno che entra all’improvviso nella sua stanza - e forse da tempo nella sua vita - distogliendola dalla posa statica del ritratto per ricondurla all’amore; ma in questo caso la dama con il manto dal collo di ricca pelliccia, non viene sottratta alla sua attenzione nell’essere dipinta. Nessun amante entra a disturbare l’opera di Leonardo e in fondo, sulla parete spoglia si apre una strana finestra, più simile a un altro quadro che a una reale apertura nel muro (troppo sottile appare lo spessore) mostrante un paesaggio che sfuma in lontananza, malinconico e lievemente rarefatto come il sorriso della dama.

Non ci resta che attendere e seguire gli avventurosi sviluppi che anche quest’opera di Leonardo non mancherà di donarci, tra sorprese, attribuzioni, polemiche e colpi di scena che fanno sì che la vita, nel mondo dell’arte, sia sempre molto superiore a qualsiasi film si possa immaginare.

 

Aggiornato il 17 gennaio 2019 alle ore 10:05