Una biografia storica, magnifica lettura romanzata, quella pubblicata dall’ambasciatore Domenico Vecchioni. “La spy-story più intrigante della seconda guerra mondiale. Operazione Cicero”, edito dalla Greco&Greco Editori.

Turchia, 26 ottobre 1943. Un telegramma segretissimo trasmesso dalla locale ambasciata del Terzo Reich per il Ministero degli Esteri tedesco dava l’avvio alla cosiddetta “Operazione Cicero”, uno degli intrighi spionistici più singolari della Seconda guerra mondiale. Nel messaggio l’ambasciatore Franz von Papen riferiva di aver ricevuto l’offerta “da un impiegato dell’Ambasciata del Regno Unito − che asserisce di essere il cameriere personale dell’ambasciatore − di procurarci fotografie di documenti originali segretissimi. Per la prima consegna, il 30 ottobre p.v., sono richieste 20mila sterline inglesi in biglietti di banca; 15mila per ciascun rullino aggiuntivo”. Tre giorni dopo arrivava la risposta da Berlino. Il volume è immerso nella Turchia in rapporto al tragico Secondo conflitto mondiale. “Ogni mattina alle 7.30 Cicero deve svegliare l’ambasciatore britannico, servendogli a letto un succo d’arancia e consegnare una curiosa valigia” narra l’ambasciatore Vecchioni, trascinandoci in un contesto storico vissuto da personaggi legati alla diplomazia tedesca, britannica e turca, durante la guerra. La Turchia, nel corso della Grande Guerra che si era schierata al fianco degli Imperi Centrali, siglò durante gli anni trattati dalla pubblicazione un patto di cooperazione con Berlino, impegnandosi a fornire alla Germania un certo quantitativo di materie prime, soprattutto necessario all’industria bellica nazista, ed assicurando di mantenere nei confronti dell’Asse un atteggiamento di neutralità.

Effettivamente, il 3 settembre 1939, due giorni dopo l’inizio del Secondo conflitto, il governo turco aveva dichiarato di non volersi immischiare in una guerra che non le riguardava; salvo ripensarci nel marzo del 1941, in occasione dell’invasione della Grecia e della Jugoslavia da parte delle armate italo-tedesche. Fu infatti a questo punto che in alcuni ambienti politici e militari turchi si incominciò a ragionare circa l’opportunità di schierarsi apertamente dalla parte dell’Asse, per cercare di riguadagnare almeno parte dei territori dell’ex Impero Ottomano perduti nel 1918. Il protagonista del volume è legato a quella che diverrà una delle storie di spionaggio più celebri, immortalata alla maniera hollywoodiana negli anni Cinquanta del secolo scorso dal celebre film di Joseph L. Mankiewicz “Five fingers”, con James Mason e Danielle Darrieux. Domenico Vecchioni, ambasciatore e storico, ha al suo attivo una trentina di opere a carattere divulgativo e biografico. L’ultima sua opera prima di “Operazione Cicero” è stata “Saddam Hussein. Sangue e Terrore a Bagdad”. Dirige le collane Ingrandimenti e Affari Esteri presso la Greco&Greco Editori. Collabora abitualmente con Bbc History Italia.

( *) Presidente dell’Istituto di ricerca di economia e politica internazionale (Irepi)