Con un tutto esaurito, tipico delle grandi occasioni, lo scorso sabato sera si è concluso a Forte dei Marmi il 46esimo “Premio Satira”.

I milleduecento posti allestiti nel parco di Villa Bertelli erano già completamente occupati dal pubblico ben prima dell’inizio dell’evento, richiamato dalla presenza di Roberto Benigni per il suo riconoscimento alla carriera. Tra gli altri artisti premiati Paola Minaccioni per la parodia, Natalino Balasso per i monologhi, Astutillo Smeriglia per l’animazione, Vincino per il suo libro “Mi chiamavano Togliatti”, Tvboy per la street art e Andrea Romagna per la tesi di laurea. Frizzante e come sempre pungente la conduzione di Serena Dandini.

Roberto Benigni ha suscitato grande ilarità con un’irresistibile performance dell’“inno del corpo sciolto”, pezzo con il quale già trent’anni fa aveva vinto un “Premio Satira”. Il comico toscano ha proposto alcune battute di satira politica sul Partito Democratico (dedicando il premio agli “scomparsi” del Pd) e su Matteo Salvini (“come maestro della satira fa ridere e come ministro dell’Interno fa pensare”). È Salvini, forse perché è il politico del momento, il più considerato dalla satira, immortalato in un bacio romantico con Luigi Di Maio in un cuore rosso sullo sfondo, per opera del premiato artista di strada Tvboy, nome d’arte di Salvatore Benintende, che abbiamo intervistato.

La satira è un genere letterario molto importante eppure la strada sembra forse il contesto più adatto per esprimerla…

“Secondo me si sta aprendo un nuovo filone che è molto interessante perché all’estero la street art è già riconosciuta da tantissimi anni ed è uno dei fenomeni più quotati sul mercato. Penso a Banksy, che è riconosciutissimo. Da noi in Italia la street art è guardata un po’ con sospetto, come un genere artistico di poco rilievo, invece i giornali dimostrano una certa attenzione mediatica, su questo evento come su altri, e ciò significa che c’è un grande interesse da parte delle persone. È un’arte che si avvicina ai giovani che magari non frequentano i soliti musei e le gallerie d’arte, quindi è un potenziale molto forte; e poi per strada ci passano tutti, per cui potrebbe essere anche un nuovo scenario”.

La Dandini ha detto che la satira è un po’ come un uovo di Pasqua perché riserva sempre delle sorprese. È d’accordo?

“In realtà le interpretazioni di un’opera possono essere multiple: c’è quella che ha l’artista però c’è anche quella che ha lo spettatore, per cui io ho letto tante cose, tanti punti di vista. Sono tutti validi. A volte è anche una sorpresa, per me, leggere un’interpretazione che ha dato un’altra persona, perché magari è un’interpretazione che io non avevo avuto, per cui l’arte si arricchisce anche di queste molteplici impressioni”.

Si può dire che finché ci sarà satira ci sarà democrazia?

“Finché ci sarà satira, ci sarà democrazia e ci sarà speranza, perché poi nel momento in cui tu vieti il diritto alla satira, comunque stai privando le persone della libertà di espressione e poi diventa tutto una dittatura, comunque un regime”.

Ritieni che si possa parlare di satira al femminile?

“Certo, lo abbiamo visto anche questa sera con Serena Dandini che è bravissima e con l’altra umorista, Paola Minaccioni, che ha un grande talento e dimostra come le donne sono altrettanto e forse, a volte, anche più abili degli uomini a fare satira perché hanno un punto di vista molto interessante, molto diverso”.