“Emendamento Eliseo”: scoppia la guerra dei teatri

Ora “contributi straordinari a tutti”. Ha fatto scalpore perché sulla sua votazione il governo è andato sotto (e ora rischia di scatenare una guerra dei teatri) il cosiddetto emendamento Eliseo, il provvedimento aggiunto in corsa ieri alla Camera, con l'ok della commissione Bilancio, alla manovrina bis. Pietra dello scandalo i molti soldi (in tutto sono 8 milioni di euro divisi tra il 2017 e il 2018) concessi in aiuto all'Eliseo, storico teatro romano gestito dall'attore ed ex parlamentare Luca Barbareschi, che ne è anche direttore artistico.

Un provvedimento “inopportuno e iniquo” denunciano le associazioni di categoria Agis e Federvivo, che chiedono al Parlamento di rimediare. Mentre i teatri italiani riuniti ricordano al ministro dell'economia Padoan: “diritti e doveri devono essere uguali per tutti”. Minato da un profondo rosso nei conti, l'Eliseo, che è privato e che compie 100 anni nel 2018, è da mesi alla ricerca di fondi. Un primo tentativo di ottenere per legge un contributo statale straordinario era fallito alla fine di gennaio, con un emendamento Pd al milleproroghe ritirato dopo le proteste.

A marzo Barbareschi annunciò la chiusura imminente del teatro accusando Franceschini di non aver rispettato i patti. Il ministro rispose ricordando le regole: il sostegno alla prosa “avviene tramite l'approvazione di progetti triennali”. Un mese dopo nella manovra correttiva arrivò invece il finanziamento straordinario, 2 milioni di euro per il centenario. Ieri, con la manovra bis, l'ok a due emendamenti (uno di Forza Italia l'altro del Pd) che aumentano il contributo da 2 a 4 milioni estendendolo anche al 2018. Per il mondo del teatro, da anni afflitto da crisi economica e tagli, è uno schiaffo irricevibile.

Con i soldi garantiti dal Parlamento, fanno notare in una lettera aperta a Padoan i teatri riuniti, “l'Eliseo diventa il teatro più finanziato d'Italia” superando anche il Piccolo di Milano. Quello che brucia di più è che al teatro di Barbareschi sia arrivato un aiuto fuori dal Fondo Unico dello Spettacolo, l'organismo statale che ogni anno elargisce l'aiuto pubblico a teatri, orchestre, cinema, fondazioni liriche. Nel 2017 la somma da ripartire è stata di 333,7 milioni. La percentuale destinata ai teatri (20,28%) è di 67,6 milioni di euro. Anche l'Eliseo è stato in passato aiutato dal Fus: nel 2016, ricordano i Teatri, ha avuto soldi dal ministero, attraverso il Fus (514.831 euro) e da un fondo integrativo (250 mila); altri soldi sono arrivati da Regione Lazio (300 mila) e Comune di Roma (100 mila). Ora arrivano 8 milioni di euro dalla manovra. Ma quali sono, si chiedono i teatri, “i criteri e i requisiti” per ottenere dallo Stato un aiuto così importante? Se davvero si sono trovate coperture economiche integrative, propongono le associazioni, “che si facciano convergere in modo strutturale nel Fus garantendo competitività e trasparenza attraverso regole che valgano per tutti”.

Rispondendo alla lettera aperta, nella serata di ieri Padoanha ricordato che “l'incremento del contributo è stato inserito nella legge di conversione del D.L. 50 in virtù di un emendamento parlamentare sul quale il Governo ha espresso parere negativo”. In particolare, il ministro ha dato “chiare indicazioni perché dal rappresentante del Ministero dell'Economia e delle Finanze venisse manifestata con chiarezza in Commissione la contrarietà dell'esecutivo. La Commissione ha approvato l'emendamento di iniziativa parlamentare contro il parere del Governo”.